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Dopo Panatta c'è Sinner: è lui il nuovo re di Roma dopo 50 anni. Mattarella consegna la coppa. Meloni: "Leggendario"

Dopo mezzo secolo di sogni perduti e speranze smorzate o mal riposte, ci pensa Jannik Sinner a voltare finalmente pagina a Roma

Dopo Panatta c'è Sinner: è lui il nuovo re di Roma dopo 50 anni. Mattarella consegna la coppa. Meloni: "Leggendario"
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Braccia al cielo, la storia è adesso. Dopo mezzo secolo di sogni perduti e speranze smorzate o mal riposte, ci pensa Jannik Sinner a voltare finalmente pagina a Roma e scriverne un'altra meravigliosa. Cinquant'anni dopo Adriano Panatta c'è un italiano che all'ombra del Foro conquista il titolo degli Internazionali e non poteva che essere lui, il nuovo re del tennis a vestire i panni del principe del Foro e spezzare così quello che stava diventando un incantesimo. Dopo il ko in finale subito lo scorso anno contro Carlos Alcaraz, la 'volpe rossà - risorta dopo quella notte da tregenda di venerdì sera contro l'orso russo Medvedev - trova energie e quella brillantezza al servizio del suo immenso talento per piegare la resistenza di Casper Ruud in due set (6-4 6-4 in un'ora e 45') e conquistare il decimo Masters in carriera e completare la serie di tutti i nove '1000' del circuito, come riuscito soltanto a Novak Djokovic, diventando però rispetto al serbo il più giovane a completare l'impresa, a 24 anni e 8 mesi. Non solo. Nel giocare la sua sesta finale consecutiva in un 1000 (il record è di Djokovic con 7 tra Roma 2015 e Miami 2016), la quinta dell'anno (come Nadal nel 2011), diventano sei i Masters vinti di fila (da Parigi Nanterre a novembre) eguagliando un altro primato di Rafa, che nel 2010 fu l'unico a trionfare in tutti i 1000 stagionali sulla terra.

Con questa vittoria sono 34 i match di fila vinti con solo tre set persi. Roma - finalmente senza nubi e sotto un sole 'calientè dopo tante giornate uggiose - è sua e il 'marzianò sceso sulla terra che fino ad un anno fa non era il suo terreno di conquista, adesso ha voglia di ridere, cedere all'emozione e prendersi tutto il calore del pubblico della Capitale che lo accolto fin da primo giorno come un divinità. Il match contro il norvegese è stato in equilibrio per 8 game condizionato anche da un avvio per l'altoatesino in leggera salita. Diversamente dal solito il numero uno al mondo ha infatti perso il turno di battuta ma ha recuperato immediatamente lo svantaggio con un lungolinea bruciante, mantenendo poi il servizio e ristabilendo subito la parità. Ruud - migliorato sul rovescio ma poco velenoso con la sua arma migliore che è il dritto - le ha provate un pò tutte per scombinare i piani dell'avversario, non rinunciando ad andare sotto rete e provando ad usare traiettorie meno 'scontatè. Dall'altra parte c'era però Sinner che prese le misure ha subito cercato la posizione più corretta in risposta, nel sesto gioco ha cominciato ad entrare a regime anche con il servizio e nell'ottavo game ha messo la 'freccià firmando il break che lo ha poi portato nel suo turno di battuta a chiudere la prima frazione 6-3 in 49'. Nel secondo set Sinner non ha rallentato, anzi.

Capito il momento di difficoltà del norvegese ha spinto ancora di più, brekkando subito il rivale che faceva sempre più fatica a mantenere il servizio. La regolarità di Sinner ha fatto la differenza e senza mai cedere il servizio (e concedendo una sola palla break all'ottavo gioco) ha portato il set fino al 6-4. E' trionfo e il Centrale sotto gli occhi del capo dello Stato Sergio Mattarella, ammirato dalla talento di quel ragazzo simbolo dello sport italiano e non solo, esplode di gioia. Se allora Sinner un anno fa rientrava dalla sospensione per il caso Clostebol con le scorie della lontananza forzata stavolta arrivava all'epilogo sull'onda di uno dei momento più straordinari della carriera. Sinner nel ricevere la coppa dal presidente della Repubblica, ha mostrato tutta la sua emozione ed imbarazzo per tanta gloria. E ha anche scherzato: "Sono sempre emozionato quando c'è il signor Mattarellà.

Poi l'abbraccio con Adriano Panatta sul palco, chiusura di un cerchio. "Dopo 50 anni abbiamo riportato un torneo molto importante come questo a casa. Sono stati due mesi incredibili. E che tensione". Ora Parigi per rimarginare quella ferita di un anno fa.

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