La stagione tennistica è ormai entrata definitivamente nel vivo con lo switch dalla superficie del cemento a quella sulla terra rossa dove, proprio a causa della sua composizione, le gare a volte si trasformano in vere e proprie maratone (soprattutto al Roland Garros al meglio dei cinque set). A volte, anche nel recente passato (vedi gli Australian Open), proprio il numero uno del mondo Jannik Sinner ha accusato capogiri, malesseri e, come da lui stesso definito nell’ottavo di finale del Masters 1000 di Montecarlo (poi vinto) un calo d’energia.
Il ruolo di integratori e nanotecnologie
La problematica è ben nota: l’azzurro e il suo team lavorano da mesi a perfezionare questo particolare aspetto e non trovarsi impreparato quando battaglia contro i suoi avversari. Per questa ragione, Jannik si è rivolto a Joseph Cannillo, italo-americano di 66 anni e considerato nell’ambiente come il “guru” di chi si occupa di integratori. Fa parte di chi gravita nel mondo di Novak Djokovic tanto da essere il direttore scientifico dell’azienda fondata dal serbo.
“Il mio è un approccio olistico, curiamo le cause profonde dei problemi analizzando vari aspetti: postura, meccanica, biochimica. Stiamo sviluppando integratori specifici come quello al magnesio, ma non solo: penso all’idratazione durante le partite, tramite una nuova linea di nanotecnologie per avere più energia”, ha spiegato al Corriere.
Lo studio del Dna di Sinner
È chiaro che, ai livelli di chi si trova al primo posto nel ranking tennistico mondiale, ogni minimo dettaglio fa la differenza. Non a caso è stato studiato a fondo il Dna dell’altoatesino per comprendere ogni minimo dettaglio e provare a “curare” i punti deboli ma soprattutto trovare dei prodotti personalizzati. “Penso che Sinner stia portando avanti l’integrazione”, ha aggiunto Cannillo. “La contaminazione tra esigenze e corpi diversi affina la mia visione. Ogni atleta che seguo mi insegna qualcosa che porto negli altri”.
Il ruolo dell’alimentazione
In molti magari non se lo aspettano ma anche i più importanti professionisti del tennis possono “mangiare male” come ha sottolineato lo stesso Carrillo. Di sicuro non Djokovic che quando si è presentato dall’esperto aveva già stilato una dieta molto rigida che prevedesse soltanto vegetali e niente glutine con un intervallo di digiuno tra la cena e colazione.
“Con Nole ho analizzato la nutrizione: vitamine, minerali, aminoacidi. Ma la vera svolta non è stata su che cosa integrava. È stata sul quando e quanto. La dose giusta, nel momento biologico esatto: si parla di “cronobiologia””.