Uno studente di ingegneria di 22 anni e suo fratello di 20 anni sono stati fermati e dichiarati in stato di fermo in Francia con l'accusa di stare preparando un "piano mortale e antisemita": queste, almeno per il momento, sono le motivazioni dell'arresto rilasciate dai procuratori antiterrorismo nella giornata di oggi, domenica 15 marzo.
I due fratelli, entrambi di nazionalità italiana e marocchina secondo quanto dichiarato dalle autorità locali ai quotidiani francesi, sono finiti dietro le sbarre nella giornata dello scorso martedì 10 marzo. Elyasse H. e Moad H., ha spiegato la Procura nazionale antiterrorismo (Pnat), sarebbero stati intercettati da un drone che stava pattugliando i cieli sopra un carcere sito nella città di Longuenesse, comune che fa parte del dipartimento del Passo di Calais nella regione dell'Alta Francia.
La sospetta presenza dei due individui nelle vicinanze dell'edificio di detenzione ha fatto scattare immediatamente l'allarme. Gli agenti di polizia accorsi sul posto indicato hanno sorpreso i due fratelli all'interno di un'auto nella quale, durante la perquisizione, sono stati rinvenuti un'arma semiautomatica, una bottiglia di acido cloridrico, della carta stagnola e una bandiera del gruppo jihadista Stato Islamico collocata sul poggiatesta del sedile del conducente.
Nel corso dell'interrogatorio, almeno secondo quanto rivelato dalla Pnat in una nota ufficiale, Elyasse H. e Moad H. hanno ammesso di "aver pianificato un attentato terroristico in Francia, per il quale aspiravano al martirio": si tratterebbe, quindi, di due individui "radicalizzati ed esposti alla propaganda jihadista". Conclusa la fase preliminare delle indagini, i fratelli sono stati dichiarati in stato di fermo con l'accusa di associazione a delinquere finalizzata al terrorismo, e quelle di acquisizione, possesso e trasporto di armi e munizioni di categoria B in relazione a un'attività terroristica.
Gli inquirenti ritengono che i due, arrivati in Francia nel 2017 dopo diversi anni trascorsi in Italia, stessero preparando "un complotto terroristico la cui natura letale e antisemita appare evidente", scegliendo di colpire in Europa vista l'impossibilità di spostarsi in Siria o in Palestina per "fare jihad".
Ulteriore elemento emerso ai danni di Moad H. un video da lui realizzato all'inizio di marzo in cui giurava fedeltà al gruppo dello Stato Islamico. A quanto pare il ragazzo era "in contatto con diversi individui radicalizzati, indagati o condannati per reati di terrorismo", ha precisato il Pnat.
"Gli scambi con vari contatti tramite servizi di messaggistica crittografata nei giorni e nelle settimane precedenti al loro arresto, finalizzati in particolare al reperimento di pistole o fucili d'assalto, suggeriscono che un atto violento fosse imminente", conclude il comunicato.