Tokyo, la camicia kitch e i big italiani

Quando qualche giorno fa la fotografia del premier giapponese Yukio Hatoyama vestito di una bizzarra camicia multicolore fu ripresa da giornali e siti web di mezzo mondo, un brivido di tensione colpì molti vip italiani. Dal direttore del Tg1 Augusto Minzolini all’attrice Rossella Gardini, dal consigliere Rai Alessio Gorla allo chef milanese Carlo Cracco all’attore Remo Girone, tutti alle prese con la stessa preoccupazione: dove l’avrà comprato Hatoyama quel folcloristico patchwork (che la Cnn ha drasticamente bollato con «fashion-disaster»)? Tutti infatti sanno che il primo ministro giapponese è, al pari di loro, un affezionato cliente dell’atelier di Ginosa (Taranto), lo stesso dove Gianni Agnelli si faceva cucire le polo che sfoggiava a Capri. «Assolutamente no - assicura Angelo Inglese, 37 anni, terza generazione di camiciai -, è vero che noi confezioniamo le camicie per il premier Hatoyama, ma solo quelle in tinta unita color bianco, blu, o a righine. Il modello visto ovunque non è nostro. E ha pure una cattiva vestibilità».

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