Tornano la nube e il caos, cancellati 300 voli

Sei ore di chiusura, 300 voli cancellati. Malpensa, Linate e Orio al Serio hanno bloccato decolli e atterraggi per tutta la mattinata, dalle ore 8 alle 14. Ma nel pomeriggio il traffico aereo è ricominciato, seppur a singhiozzo e con qualche ritardo. Stavolta gli effetti della nube di cenere del vulcano islandese sono stati ben più leggeri rispetto alla metà di aprile, quando gli scali lombardi erano rimasti chiusi per tre giorni, lasciando a terra migliaia di passeggeri e tonnellate su tonnellate di merce.
Ieri mattina a Malpensa (dove sono stati cancellati 194 voli) è stato un via vai unico. Solo pochi passeggeri infatti hanno deciso di rinviare la partenza a giorni più tranquilli. La maggior parte si è messa l’anima in pace ed ha ingannato il tempo tra bar, edicole e poltroncine. Per ore, aspettando aggiornamenti. La Sea, la società che gestisce l’aeroporto, ha distribuito bottigliette d’acqua nei due terminal. «Ci risiamo - dice sconsolato Matteo, diretto in Marocco con degli amici -. L’altra volta guardavo le immagini al telegiornale di quelli che aspettavano e pensavo “Poveretti”. Stavolta tocca a me, mannaggia al vulcano». «Ci vuole pazienza» sentenzia Lucio Stanza, ad di Expo 2015, diretto a New York.
«Chissà a che ora riusciremo a partire - si chiede a metà mattinata una signora diretta in Cile, con scalo a Londra -. Spero solo che oggi pomeriggio cominci davvero a funzionare di nuovo l’aeroporto, altrimenti c’è da piangere».
Poco prima delle 14 gli altoparlanti annunciano che la circolazione dei voli sta per riprendere. Già alle 13.30 i primi check-in aprono e tra le centinaia di passeggeri bloccati a terra si riaccende la speranza. Il primo volo a decollare, alle 14,26, è targato Qatar ed è diretto a Doa. A Linate (dove i voli soppressi sono stati 85) il primo aereo, per Bruxelles, si alza in cielo alle 14,03. Tutto riparte, negli scali del Nord come in quelli europei. «Per fortuna - sospirano i turisti in attesa all’area gruppi e diretti al caldo -. Aspettiamo questa settimana di vacanza già da tanto».
Il bilancio dei danni alla fine è contenuto anche a Linate. «Qualche settimana fa - spiegano gli operatori agli sportelli delle compagnie aeree - era stata molto peggio perché gli aerei erano pieni. Stavolta sono rimaste a terra meno persone».
In tanti, mentre imbarcano le valigie e si preparano al controllo del bagaglio a mano, commentano: «Forse potevano anche evitare di chiudere l’aeroporto. Ma chi ce lo dice che queste ceneri siano davvero pericolose, nessuno lo sa con certezza». Forse. Fatto sta che l’Enac ha emanato l’ordine di chiusura sabato in tarda serata dopo un attento monitoraggio dello spostamento della nube di cenere. Ora, sui nostri cieli, il peggio è passato. Ieri anche alla stazione Centrale c’è stato più traffico del previsto, soprattutto in mattinata, in concomitanza con la chiusura degli scali. Memori dei disagi della volta scorsa, in tanti sono corsi in stazione per accaparrarsi un biglietto. L’allarme nube resta alto: secondo gli esperti potrebbe tornare.
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