Transizione energetica

Meno deficit, più tasse ai ricchi: la ricetta di Philip Lane contro la crisi energetica

Philipp Lane, capo economista della Bce, mette in campo la sua proposta per la crisi energetica: tasse più alte ai ricchi e aiuti economici in deficit ai più bisognosi

Meno deficit, più tasse ai ricchi: la ricetta di Philip Lane contro la crisi energetica

Il capo economista della Banca centrale europea Philip Lane lancia la sua proposta contro la crisi energetica e dichiara che di fronte alla sfida del caro-energia, i Governi che intendono dare aiuto alla parte più debole della popolazione potrebbero tassare i più ricchi per finanziare le loro manovre piuttosto che aumentare ulteriormente il deficit.

"Lo shock energetico che stiamo vivendo è enorme. Sono le persone più povere della nostra società ad essere maggiormente colpite. Dal punto di vista dell'equità, ma anche da una prospettiva macroeconomica", ha dichiarato Lane in un'intervista a Der Standard, uno dei principali quotidiani austriaci. Irlandese 53enne, fedelissimo di Mario Draghi ai tempi della sua presidenza dell'Eurotower, "regista" del Pandemic Emergence Purchase Plan (Pepp) varato dopo la pandemia e politico per eccellenza tra i membri del board direttivo della Bce, Lane scende in campo sulla necessità di conciliare equità sociale e fiscalità ragionaevole nella risposta alla crisi energetica. Per Lane contro la crisi energetica si possono imporre tre tipi di risposte. La prima è di natura reddituale: un contesto in cui a dominare è un'alta inflazione alimentata dal caro-energia dovrà garantire salari più alti ai cittadini. Ma questo può causare la spirale prezzi-salari e l'intervento non è risolutivo.

C'è poi la via della spesa pubblica in deficit per ovviare alle crisi generatesi su scala continentale. Dal punto di vista dell'equità, ma anche da un punto di vista macroeconomico, Lane ritiene che i governi dovrebbero sostenere i redditi e i consumi di quelle famiglie e imprese che soffrono di più. E farlo aprendo senza inerzia i cordoni della borsa.

Il problema del prossimo anno

Si pone, per evitare l'ampliamento di grandi voragini di deficit per ovviare a uno shock di natura paneuropea, il terzo tema: Lane si domanda quanto di questo sostegno "non debba essere finanziato da aumenti delle tasse per i più abbienti. Queste possono essere tasse più elevate per i redditi più alti o per le industrie e le aziende che sono altamente redditizie nonostante lo shock energetico. Se si sostiene chi ne ha bisogno e si finanzia questo attraverso tasse più elevate, questo è meno impattante sull'inflazione piuttosto che se i deficit fossero ampliati eccessivamente".

Lane ritiene che nei prossimi mesi il calo dell'inflazione arriverà in gran parte quando i prezzi dell'energia si stabilizzeranno e le carenze di approvvigionamento si allenteranno. Quindi questo è fondamentalmente un miglioramento sul lato dell'offerta dell'economia. Da keynesiano, Lane interviene anche riguardo al tema dei deficit, che non ritiene debba essere utilizzato come un fine a sé, ma con un senso strategico. Lane ammette che nel breve termine non sarà possibile evitare disavanzi un pò più alti, "ma ci deve essere un chiaro limite di tempo". "Questo è importante per la politica monetaria - continua Lane -. Quest'anno è un caso speciale perchè la spesa per la pandemia si sta normalizzando. L'economia ha riaperto e molti sussidi legati alla pandemia sono scaduti. Pertanto, quest'anno non stiamo assistendo a nuovi importanti disavanzi. Sarà", nota, "più un problema per il prossimo anno, assicurarsi che il deficit continui a migliorare piuttosto che rimanere bloccato al livello attuale. Questo non significa andare verso l'austerità, ma semplicemente allontanarsi dalla politica espansiva".

Dunque meno deficit e più tasse ai redditi elevati come forma di redistribuzione politica ed economica: Lane prepara le prossime manovre che la Bce, polmone della politica europea negli ultimi anni e in cui l'economista irlandese garantisce di fronte ai tentennamenti di Christine Lagarde, trasmetterà negli anni alla Commissione. Le parole di Lane sono una risposta indiretta alla crisi del governo britannico di Liz Truss, che dando priorità a un maxi-taglio delle tasse sui redditi superiori ha messo in difficoltà le politiche di Londra sulla lotta all'inflazione e la stabilità del cambio in un contesto in cui la priorità assoluta per Londra è la difesa delle fasce più fragili della popolazione. L'idea di fondo della proposta di Lane è che l'inflazione sia la più regressiva delle imposte e vada, pertanto, compensata. Dalla redistribuzione fiscale a favore delle fasce più fragili, ricorda la Bce, passa la tutela di una fetta considerevole della popolazione messa in difficoltà dal caro bollette in tutta Europa. E non c'è da stupirsi nel pensare che presto anche le mosse della Commissione andranno nella direzione che Lane perora dall'ente monetario di cui è di fatto il decisore politico più attivo.

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