Trasferta Usa Così ci si allena e si riempie il salvadanaio

Quando nell’ottobre del 2008 il Milan volò in Albania per un'amichevole contro la squadra di Tirana, il primo ministro Sali Berisha lo definì il più grande evento sportivo della storia dell'Albania. Tutti sorridenti, soprattutto l'ad Adriano Galliani che quella volta mise nelle casse milaniste un assegno da 1,5 milioni di euro (più altri 200mila euro che il Milan donò in beneficenza). Un’esperienza che durante la passata stagione i rossoneri hanno replicato più volte, volando a Dubai, Dublino e Hannover per altrettante e remunerative amichevoli. Ora il modello verrà replicato - ovviamente su larga scala - anche per il ritiro estivo. Il Milan partirà venerdì prossimo alla volta di Los Angeles per un tour dal sapore «retrò»: il 19 giocherà contro i Galaxy di Beckham, quindi si sposterà a Est degli States dove incontrerà il Chelsea di Ancelotti, i messicani del Club America e sfiderà (il 26 luglio a Boston) i cugini nerazzurri. Quindi si sposterà a Monaco (29-30 luglio) per un quadrangolare con Bayern, Boca e Manchester United. Il 25 agosto volerà a Madrid per sfidare l’ex Kakà. Un totale di 28mila chilometri macinati nel giro di un mese. L’Inter - partita ieri alla volta di Los Angeles - farà ancora meglio: 38mila chilometri, tra Appiano, la California, Boston, Montecarlo e Pechino dove l’8 agosto sfiderà la Lazio nella finale di Supercoppa italiana.
Per abbracciare fette di mercato finora poco esplorate, come quello americano e cinese, il principio è uno soltanto: la presenza dell’intera squadra è condizione minima per attivare sponsorizzazioni e aumentare la visibilità del marchio. Dalla trasferta a stelle e strisce, i nerazzurri guadagneranno 3 milioni di euro circa, più gli introiti derivanti da diritti televisivi e merchandising. A Pechino metteranno invece in tasca oltre un milione e mezzo di euro. E non a caso il Milan ha da poco aperto sul suo sito internet uno «store» telematico completamente dedicato agli Stati Uniti.
Manchester United e Chelsea hanno dimostrato che non c'è un nesso logico tra preparazioni effettuate in altri continenti e risultati sportivi, ma sarà interessante vedere se sarà così anche per Inter e Milan.

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