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Tre donne condividono un segreto nella dark comedy di Di Luca

"Misurare il salto delle rane", fino a domenica, è ambientato in un paese di pescatori nei primi anni '90

Tre donne condividono un segreto nella dark comedy di Di Luca
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Lo spettacolo di Carrozzeria Orfeo, "Misurare il salto delle rane", di Gabriele Di Luca, anche regista, ritenuto uno degli autori più accreditati e più rappresentati nel panorama del teatro contemporaneo, è in scena all'Elfo-Puccini dal 21 a domenica. Di Luca si è distinto per una scrittura che trasforma, in teatro, la realtà, senza appoggiarsi alla cronaca, ovvero senza riprodurne il linguaggio perché, dopo un po', sa di vecchio. Quello di Di Luca è un linguaggio inventato che ha assunto una sua "classicità", è generato dalla applicazione di una sua visione della realtà, che lui, però, riesce sempre a trascendere, grazie ad un iperrealismo che la contraddistingue. I luoghi in cui Di Luca ambienta le sue trame potrebbero sembrare banali: il Bar, il Quartiere periferico, magari degradato, le Cucine con cibo da asporto, Scantinati, Carrozzerie dismesse. Sono luoghi di sopravvivenza, di solitudine sociale, sessualmente svantaggiati, popolati da ladri in cerca di un benessere momentaneo, perché, in fondo, anche gli emarginati, hanno bisogno di sentirsi felici. Per "Misurare il salto delle rane" il luogo scelto è quello di un piccolo paese rurale degli anni '90, dove vivono due donne, alle quali se ne aggiungerà un'altra che, pur appartenendo a generazioni diverse, sono accomunate da un tragico incidente accaduto vent'anni prima. Stabilita la location, ovvero l'ambientazione in cui si sviluppa la trama, tra il comico e il tragico, Di Luca, come è sua abitudine, cerca di divertire il pubblico, ma con lo scopo di farlo riflettere, senza negare le risorse di una comicità che si muove tra realtà e verosimiglianza. Secondo l'autore, in ciascuno di noi c'è bisogno, in un particolare momento della vita, di compiere un salto, in avanti o indietro, si tratta di un salto esistenziale che richiede decisioni, che possono essere di tipo qualitativo o che possono anche comportare una trasformazione rispetto a un percorso già compiuto, con tanto di imprevedibilità. A Di Luca non interessano i salti nell'assoluto, che sono portatori di angoscia, ma quelli che fanno capo alle rane che saltano per sfuggire i pericoli dei predatori, il che, metaforicamente parlando, vuol dire abbattere le convenzioni per rialzarsi da eventi traumatici o da trappole sociali. Le tre protagoniste, interpretate da bravissime attrici come Elsa Bossi (Lori), Noemi Apuzzo (Iris), Chiara Stoppa (Betti) che vantano già un notevole curriculum, si muovono in una scena realistica: l'interno ha una vecchia stufa, un tavolo da cucina, una credenza, un dondolo.

L'autore sceglie la dark comedy per raccontarci tre storie di donne che non sono riuscite ad amare, per motivi diversi, coinvolte in un mistero che le ha rese complici di eventi un po' surreali, anche se poggiano su un realismo apparentemente di maniera.

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