Da Tremonti ok a Marchionne: «Via giusta»

Oggi «la via giusta è quella di Pomigliano d’Arco». Il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, sceglie il palco della Festa nazionale della Cisl per dire la sua sulla vicenda dello stabilimento campano della Fiat, da giorni sotto i riflettori, e lo fa portandolo come esempio del cambiamento positivo per il Paese.
Proprio su Pomigliano chiama al confronto diretto il leader della Cgil, Guglielmo Epifani, anche lui ospite dell’appuntamento annuale cislino. «Ho detto che qui pensavo di parlare a una platea di uomini liberi e forti...», dice Tremonti citando la frase di don Luigi Sturzo, quando i loro sguardi si incrociano, sulle affermazioni relative allo stabilimento campano. Epifani, più tardi, gli replica chiedendo di aggiungere a quelle, la parola «giusti... perché - spiega - non mi piacciono i forti che fanno i forti con i deboli e i deboli con i forti». Ma, in attesa del comitato centrale di oggi convocato dalla Fiom - che venerdì sera non ha firmato il documento proposto dal Lingotto respingendolo come un diktat - Epifani non si sottrae al confronto. E riconosce che «Pomigliano non ha alternative. Napoli non ha alternative sul suo territorio. Servono occupazione, sviluppo e investimenti». Perché, spiega, «se non dicessimo questo saremmo in contrasto con tutto ciò che abbiamo fatto in passato, con gli scioperi, le mobilitazioni con i giovani, con la Chiesa. Già altre volte la Fiat aveva ipotizzato la chiusura, ma siamo sempre riusciti a fare restare la produzione», osserva ancora, chiedendo di «non dimenticare neppure Termini Imerese». Si schiera apertamente, invece, dalla parte dell’amministratore delegato di Fiat, il vicepresidente di Confindustria con delega alle relazioni industriali, Alberto Bombassei: «Capisco Sergio Marchionne nella sua estrema chiarezza e poca diplomazia, nel dire che si può investire in Italia solo con determinate garanzie - commenta anche lui dal palco della Cisl -; da italiani, in ogni caso, è evidente che speriamo si possa investire nel nostro Paese». Oggi, intanto, si conosceranno il «giudizio approfondito» della Fiom e le decisioni «necessarie» che il sindacato delle tute blu della Cgil deciderà di assumere. La Fiom, a differenza di Fim, Uilm, Fismic e Ugl, non ha siglato l’accordo con il gruppo Fiat sulla riorganizzazione della fabbrica di Pomigliano. I punti dell’intesa verranno ora sottoposti al determinante giudizio dei lavoratori. Il referendum tra gli oltre 5mila addetti Fiat napoletani si svolgerà tra giovedì e venerdì o tra lunedì e martedì della prossima settimana, in modo da consentire alle sigle sindacali di spiegare più dettagliatamente i capitoli dell’accordo ai propri iscritti.
Il segretario generale della Fiom, Maurizio Landini, parla invece di un «ricatto» e sottolinea che l’accordo «non è ancora stato firmato» e che si vogliono «far passare deroghe ai contratti e alle leggi». Il timore è che il via libera a Pomigliano possa rappresentare un precedente rispetto ai futuri negoziati.

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