La rivoluzione del trasporto pubblico e delle tariffe si avvicina e la Regione ha proposto la sua ricetta a Comuni, Province e sindacati. Venerdì scorso, allincontro con i rappresentanti di Cgil, Cisl e Uil trasporti, Raffaele Cattaneo ha annunciato che pensa a biglietti in base alle fasce orarie e alla disponibilità economica dei passeggeri. Come ha spiegato ai agli interlocutori lassessore regionale ai Trasporti, «lo studente che viene a Milano dalle Valli bergamasche o dal Varesotto per luniversità, e magari è di una famiglia a basso reddito, deve avere un contributo pubblico diverso da quello che si dà al professionista che viene da Como perché vuole abitare sul lago ed è più comodo così. È iniquo che i due paghino lo stesso biglietto».
I tempi di attuazione previsti sono rapidi. A rendere più agevole il progetto la tessera elettronica a scalare che dal 31 luglio sarà sperimentata su metropolitane, autobus, linee S e allinterno del Passante. Ciascuno potrà ricaricarla proprio come si fa con i telefonini e poi farla passare ai varchi dei mezzi pubblici con un sistema a strisciata (sul modello degli skipass nelle stazioni sciistiche più allavanguardia). Il tavolo per decidere è stato fissato per lautunno, lintenzione è di allargarlo alle associazioni dei consumatori, e lobiettivo è arrivare alle nuove tariffe entro il gennaio 2008, in vista del giugno 2008, quando partirà la rivoluzione del trasporto attraverso lincremento dei servizi e delle linee.
La situazione difficile è sotto gli occhi di tutti, così come il fatto che il sistema non tiene e le aziende (a partire da Trenitalia ma non solo) sono in grave difficoltà a far quadrare i conti. I contributi statali sono fermi da dieci anni, quindi come valore reale sono molto diminuiti. E anche se è in arrivo uno stanziamento del governo per il trasporto pubblico locale (sono in corso in queste settimane le trattative a Palazzo Chigi), buttarlo nel pozzo nero e senza fondo di aziende in crisi non sembra una soluzione ragionevole.
La filosofia del progetto della Regione è approfittare dei fondi e del cambiamento della rete per modificare lintero sistema di finanziamento delle aziende e di tariffazione. Oggi il contributo pubblico (erogato direttamente alle aziende di trasporto, che lo scontano dal prezzo del biglietto) è di 800 milioni di euro, cioè poco meno di 100 euro ad abitante per far funzionare treni (300 milioni) e autobus (500 milioni). Per migliorare il servizio il Pirellone ha bisogno di 100 milioni in più sui treni e 200 milioni in più per gli autobus.
Treni, biglietti più cari nelle ore di punta
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