Triennale, tutti in fila per salutare Mike Domani in Duomo i funerali di Stato

Quattromila persone alla camera ardente del presentatore tv. Sul feretro un drappo con scritto "Allegria". L’assessore: "In suo onore quella del parco Sempione sarà la Ruota della Fortuna". Il Comune pensa di iscrivere il suo nome nel Famedio

Triennale, tutti in fila per salutare Mike 
Domani in Duomo i funerali di Stato

Un addio a Mike Bongiorno tra le lacrime ma senza mai dimenticare l’allegria che lo aveva animato mentre era ancora in vita. Tanto da farne il suo motto, ricamato su un drappo rosso che ieri ricopriva il feretro del presentatore nella camera ardente allestita alla Triennale. E che per l’intera giornata è stata visitata da una folla che alle 18 era arrivata a quota 2mila persone e a sera a quasi 4mila. Per tutti Mike era come un amico, un familiare, una persona la cui presenza sul piccolo schermo ha accompagnato le diverse fasi della propria vita. Proprio come sintetizzato dal sindaco Letizia Moratti, per la quale «è stata una persona che ha fatto la storia del nostro Paese, attraverso la televisione e quel suo modo di essere vicino alla gente. Il numero di persone che oggi sono qua esprime questo sentimento di vicinanza». E di «un amico che conoscevo da tempo» parla anche il presidente della Provincia, Guido Podestà, che poi aggiunge: «Credo che Mike sia stato l’amico di tantissimi italiani: basta vedere quanto la gente è rimasta impressionata dalla sua scomparsa». Milano lo ricorderà nel modo migliore: «Proporrò di battezzare la ruota panoramica di Milano con il nome di uno dei programmi di maggior successo - annuncia l’assessore Maurizio Cadeo -. Quella di Parco Sempione sarà dunque la Ruota della Fortuna».
In fila per salutarlo insieme alla gente anche politici come Walter Veltroni e personalità del mondo dello sport, come il presidente della Juventus Giovanni Cobolli Gigli, e dello spettacolo come Marisa Laurito, il maestro Pregadio e Toni Dallara, per il quale «adesso Mike farà i quiz agli angeli». Anche se in realtà quella di ieri è stata soprattutto la giornata del popolo di Mike, composto da persone comuni che hanno lasciato il loro personale ricordo dello showman su quattro grandi quaderni all’uscita dalla Triennale. «Nel ’92 la ruota della fortuna si è fermata davanti a me. Dandomi il grande e meraviglioso privilegio di conoscere te», era uno dei messaggi. «Tutto cominciò da qui, dalla Triennale, dove sei partito con la trasmissione “Arrivi e partenze”. Oggi nello stesso luogo sei arrivato alla fine del tuo viaggio», recitava un altro. Per tutti Mike è stato un grande, ma per le persone accorse a salutarlo era qualcosa di più. Come racconta un signore di 35 anni, «lo guardo fin da quando sono piccolo, tornavo a casa da scuola e a mezzogiorno c’era lui in televisione. Fin dall’infanzia per me è stato uno di famiglia».
Tanti gli anziani in coda davanti alla Triennale che seguono Mike da 40 anni, fin da quando andavano al bar per vedere i suoi programmi perché non avevano la tv in casa. Ma numerosi sono anche i ragazzi di 15, 20 anni, per i quali «nonostante l’età Mike aveva sempre carisma». Mescolati nella folla anche un vescovo ortodosso, con la mitria e il vestito di porpora, ed ex partigiani con il tricolore al collo che raccontano di essere stati imprigionati a San Vittore nella cella di fianco a quella di Mike Bongiorno. In molti vengono da lontano, come Giuseppe, che si è fatto otto ore di treno da Potenza apposta per salutare il mago del piccolo schermo «che riusciva a tenere la gente incollata alle poltrone». Domani in Duomo si celebreranno i funerali di Stato, quelli riservati a chi ha illustrato la Patria. Mentre come annunciato dal presidente del Consiglio comunale, Manfredi Palmeri, «il nome di Mike Bongiorno sarà iscritto nel Famedio. È stato infatti un grande personaggio cui tutti devono rendere omaggio, ma soprattutto la nostra città dove si sono svolte le tappe salienti della sua vita».