Offerte imperdibili. Mercedes, Bmw, Audi, Chrysler, Porsche. Auto di lusso in vendita con sconti fino al 18 per cento rispetto al prezzo di listino, e finanziamento a tasso zero per 36 mesi. Vere e proprie occasioni. Bastava un anticipo. Qualche migliaio di euro di acconto. Salvo, poi, la brutta sorpresa. Nessuna delle auto prenotate veniva consegnata, né gli anticipi restituiti.
Un meccanismo di cui sono state vittime 136 persone, e che ha portato allesecuzione di cinque ordinanze di custodia cautelare - disposte dal gip Fabio Paparella su richiesta dei pm Marco Ghezzi e Francesca Celle - per gli amministratori e il direttore delle vendite della «Vecam srl», concessionaria acquisita dopo il fallimento dichiarato dal Tribunale nel novembre dello scorso anno. Le accuse sono di associazione per delinquere finalizzata alla truffa, oltre alla bancarotta fraudolenta patrimoniale e documentale per gli ex amministratori, che avrebbero sottratto soldi e beni dal patrimonio societario per un valore pari a circa 1 milione e 600mila euro. Una stima per difetto considerando che gli investigatori non hanno trovato i libri contabili dellultimo anno e mezzo. Fatti sparire, è lipotesi del giudice, «allo scopo di evitare la possibile ricostruzione degli affari societari, la loro mole e la destinazione dei proventi».
Il raggiro, scoperto dai finanzieri del Nucleo di polizia tributaria, aveva portato nelle casse della società oltre 550mila euro per vetture mai messe su strada. Semplice, il sistema. Le occasioni venivano proposte direttamente negli uffici della concessionaria «Vecam» o attraverso inserzioni pubblicitarie su siti internet specializzati. Una volta contattato il potenziale cliente, veniva proposta lofferta. E le «condizioni dacquisto - scrive il gip nellordinanza di custodia cautelare - erano eccessivamente vantaggiose, sostanzialmente fuori mercato». Quindi, si passava alla firma del contratto. Nello stesso tempo, la società chiedeva il versamento di un «piccolo» acconto. Infine, la pratica si inceppava.
Così, a scorrere lelenco delle 136 persone frodate («una serie enorme di vendite truffaldine», le definisce ancora il giudice Paparella), si scoprono fregature per tutte le tasche, in contanti, attraverso bonifici o con assegni. Il più «fortunato», ad esempio, ha sborsato solo mille euro per unAudi TT coupé venduta - si fa per dire - nel giugno dello scorso anno. Laffare più sciagurato, invece, raggiunge i 10mila euro pagati da un ignaro cliente per poter correre su una prestigiosa Porsche Cayman S. Peccato che poi, quel bolide, labbia potuta solo guardare in vetrina.