Turismo

"Così l'Enit rilancerà il mito delle vacanze italiane nel mondo"

Andrea Babbi, direttore generale dell'Agenzia nazionale del turismo, spiega le nuove strategie per conquistare i mercati internazionali: dal portale Italia.it, all'Expo 2015. Il "Grand Tour" del Bel Paese da valorizzare anche attraverso le eccellenze del made in Italy

"Così l'Enit rilancerà il mito delle vacanze italiane nel mondo"

L'obiettivo è ambizioso: far tornare l'Italia al primo posto fra le destinazione turistiche europee scavalcando Francia e Spagna che ci precedono rispettivamente al primo e secondo posto. Recuperare una leadership persa negli ultimi anni a livello internazionale anche per dare slancio a economia e occupazione valorizzando un brand unico e forte nel mondo, come quello Italia. Obbiettivo che è stato indicato nei giorni scorsi alla Borsa internazionale del turismo di Milano, dal ministro del Turismo Piero Gnudi in occasione della presentazione del Piano strategico per lo sviluppo del turismo "Italia 2020". Piano che mette al centro del rilancio l'Enit, la nostra Agenzia nazionale del turismo, che dovrà giocare una partita diversa da quella del passato, sui mercati internazionali.

"E' una scommessa che abbiamo accettato, assieme al ministro Gnudi e al presidente Luigi Celli, di rimettere in discussione questa storica agenzia del turismo per renderla sempre più vicina ai territori e alle Regioni, per ripensare il nostro modo di fare comunicazione turistica e di presenza all'estero", spiega Andrea Babbi, direttore generale dell'Enit, manager con una grande, positiva, esperienza - maturata sul campo - nel settore della promozione turistica come amministratore delegato di Apt Servizi Emilia Romagna, tanto che la sua nomina è stata accolta con favore dalle associazioni, il mondo delle imprese turistiche private, da cui è arrivato un consenso trasversale. Esperienza importante, quella di Babbi, anche nei rapporti fra Enit e Regioni, che sul turismo hanno competenze e fondi.

Non a caso Gnudi ha ricordato che è essenziale dare al turismo una forte cabina coordinamento con una strategia di politica turistica per la promozione dell’Italia sui mercati internazionali.

"Ripartiamo con l'intenzione, espressa dal ministro, che abbiamo accolto con soddisfazione e grande senso di responsabilità di dotare Enit maggiori risorse rispetto a quelle di normale funzionamento. Queste risorse andranno governate e gestite assieme alle Regioni rispetto alle nostre azioni di promozione all’estero - spiega Babbi -. L’integrazione del Sistema Paese sui mercati stranieri dell’incoming che adesso avviene dentro una cabina di regia in capo al ministero degli Esteri con la presenza del ministero del Turismo, di quello delle Attività produttive, di Camere di Commercio, Regioni ed Enit è ovviamente un dato importante. La nostra è una presenza attiva, di grande dialogo e di grande collaborazione proprio con le strutture diplomatiche all’estero, di grande collaborazione con il sistema delle Camere di Commercio e con l’Ice, per fare in modo che tutto il mondo i turisti riscoprano la destinazione Italia, il brand Italia, uno dei più conosciuti al mondo. Questa è grandissima responsabilità e forse la spending rewiev va a produrre anche cose nuove e positive: maggior responsabilità, maggior responsabilizzazione, maggiore concertazione. Fare sistema non è solo un'affermazione di principio ma diventa per noi una cosa molto concreta".

"Il prodotto è l'Italia, dentro al prodotto-paese ci sono le singole destinazioni. La valorizzazione dei prodotti, non solo di quelli tradizionali o da rivitalizzare, ma di quelli richiesti da una domanda in continua evoluzione, è centrale" prosegue Babbi, che spiega: "Uno ruolo è quello che dovrà svolgere il portale Italia.it, per il 90 per cento visitato da stranieri. Quando passerà in capo all’Enit ci occuperemo dei suoi contenuti per farne uno strumento operativo moderno ed efficiente, facendolo diventare il portale dei portali web delle Regioni. Ci sono esperienze straordinarie a livello di Regioni di segmentazione di prodotto e di promo-commercializzazione che dobbiamo valorizzare ed allargare ad altre Regioni perché migliorino la loro presenza sul web. Vogliamo realizzare l’unione delle forze con un obbiettivo chiaro: brand Italia promozione, commercializzazione, e vendita".

E se il focus delle nuove strategie di promozione da mettere in campo guarda ancora la mercato più vicino, l'Europa e, oltre a Stati Uniti e Giappone, si punta con sempre maggiore decisione sui mercati Bric (Brasile, Russia, India, Cina) e su quelli emergenti nel panorama mondiale.

"Dobbiano sempre di più segmentare quelli con maggior crescita rispetto alla loro maggior capacità di spesa - aggiunge il dg Enit - come gli Emirati Arabi, la Turchia, il Messico, il Sudafrica. Sono turisti che spingono e desiderano Italia assieme ad Europa, Italia assieme ad Expo. Italia ancora da scoprire oltre le quattro "grandi" famose in tutto il mondo: Roma, Firenze, Venezia, Napoli. Abbiamo un patrimonio unico di città d'arte e cultura di grande rilievo, ma meno conosciuto: su questo bisogna lavorare con decisione. C'è un Italia dei 'turismi' da far scoprire e valorizzare. Ma soprattutto dobbiamo far tornare centrale, fra questi turisti, il mito dell’Italia, colpire il loro immaginario, mettere al primo posto dei loro desideri la scoperta dello 'stile italiano' di vacanza, il valore di un’offerta che non ha eguali nel panorama internazionale. E mettere in condizione questi turisti di incontrare e conosce in rete il prodotto Italia. Per far questo va riallacciata l’alleanza con i grandi tour operator per essere presenti nei cataloghi e va affrontato il tema delle compagnie aeree: sono condizioni essenziali per intercettare questi nuovi flussi turistici".

Così, assieme alle rete virtuale diventa essenziale anche la rete fisica, quella fra le istituzioni e quella fra le imprese che "deve portare economie e sinergie al tempo stesso deve aumentare la corresponsabilità di colpire assieme un target". E' importante lavorare su questo mix e sullo stretto legame che deve esistere fra promozione e prodotti turistici in una visione più ampia e moderna. "Penso a turismo e cultura, sport e turismo, marketing territoriale e turismo… - spiega Andrea Babbi - Penso al legame con grandi prodotti e turismo perché si vende Italia vendendo Ferrari e Vespa, moda e design, artigianato di qualità, Brunello e Parmigiano Reggiano: cioè le eccellenze che compongono il mosaico unico e inimitabile del made in Italy. E' la forza del Prodotto Italia. Per questo occorre unire le forze".

E c'è un primo, importe banco di prova, l'Expo 2015 di Milano, evento mondiale appena dietro l'angolo. "Expo è un prodotto Italia, Italia è un prodotto Expo - conclude Andrea Babbi - . Ogni Regione deve vendere Expo ed essere venduta assieme ad Expo. Per questo abbiamo presentato con Expo ai tour operator in Bit il prodotto Italia, il prodotto Milano, il prodotto Lombardia ma soprattutto il prodotto 'Expo più Italia'. Questo è lo snodo attorno al quale vanno costruiti i pacchetti turistici. E ricordo che in termini d’immagine l’Esposizione Universale è una grandissima opportunità perché produce ricadute positive di lungo periodo, come è avvenuto nel caso della Spagna e della Cina. E' una sfida, i tempi sono stretti, ma dobbiamo vincerla".

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