Tutta la verità sui milanesi chiamati in Liguria

Tutta la verità sui milanesi chiamati in Liguria

(...) conosce e anche di molti che non conosce, con affettuosi messaggi in cui chiede insinuante: «Hai letto quello che ho dichiarato? È una svolta epocale». Dove, chiaramente, l’unica svolta epocale accadrebbe se il Tizio evitasse di massacrare i cosiddetti al mondo sollecitando la lettura della sua intervista.
E poi ci sono le interviste del Giornale. Tanto per restare alle ultime tre particolarmente significative, quella a Marta Vincenzi, quella a Michele Scandroglio e quella a Sandro Biasotti hanno scatenato raffiche di reazioni. La povera Marta è stata crocefissa dal Pd per aver detto cose assolutamente soft e sensate sulle ronde; Scandroglio si è visto praticamente fondere il suo telefonino a Ferragosto, ma è sull’intervista a Biasotti che vogliamo concentrarci oggi. Alcune reazioni le potete leggere in questa pagina; altre hanno surriscaldato il nostro centralino l’altro giorno; altre erano affidate al commento di Alessandro Gianmoena, direttore di Ragionpolitica.it, scuola di formazione in rete del Pdl voluta da Gianni Baget Bozzo; altre ancora hanno viaggiato frenetiche sulla linea Genova-Sardegna, dove l’ex governatore e deputato del Pdl è in vacanza questa settimana.
Come potete leggere da alcuni degli interventi, c’è chi ha accolto entusiasticamente l’idea biasottiana di richiamare in liguria milanesi, svizzeri e nordici in generale, soprattutto pensionati ben dotati finanziariamente, per ripopolare la regione, e chi pensa si tratti di una solenne sciocchezza.
Personalmente, dico subito che sono fra gli entusiasti. Non solo perchè penso che, davvero, ripopolare la Liguria sia la ricetta migliore per dare nuova vita alla nostra regione. Poi, certo, tutti noi abbiamo avuto a che fare nella vita con un milanese eccessivamente bauscia (ma, se è per questo, anche con tanti genovesi assolutamente maniman e mugugnoni), ma questo non mi sembra un argomento per chiudere le frontiere ai milanesi, magari sospendendo il trattato di Schengen sulla A7 e sulla A26 e ipotizzando filo spinato ai confini dei Giovi.
Allo stesso modo, è ovvio che il target dei pensionati non è il primo a cui rivolgersi per una regione che pensa ai giovani. Ma, comunque, il secondo sì. E qui credo che, fondamentalmente, si tratti di un semplice equivoco e che tutto stia nel capirsi: posso testimoniare personalmente - avendo raccolto io l’intervista in questione e quindi potendo permettermi un’interpretazione autentica - che Sandro Biasotti non ha alcuna intenzione di trasformare la Liguria in una sorta di cronicario di lusso per pensionati milanesi e svizzeri. Ma lo ritiene solo un corollario a un piano che, invece, poggia anche e soprattutto sui giovani.
Da un lato, perchè l’ex (e probabilmente futuro) governatore della Liguria ha specificato chiaramente che tutto quello che ha detto non può essere disgiunto da serie «politiche per la famiglia e di sostegno alla natalità», dall’altro perchè ormai - per non sembrare una patetica macchietta che parla meccanicamente di Terzo Valico - dà per acquisita l’altra metà del discorso.
E cioè che la priorità, la vera assicurazione sulla vita della Liguria, è comunque quella delle infrastrutture. Chiamiamolo Terzo Valico, chiamiamolo alta velocità, chiamiamolo Pippo, Pluto e Paperino, chiamiamolo come vogliamo, ma il futuro della nostra città e della nostra regione sono proprio i collegamenti veloci con Milano. Se andare in piazza Duomo richiederà lo stesso tempo necessario oggi a percorrere il percorso fra Nervi e Voltri, chiaramente Genova diventerà di nuovo Superba, avendo da offrire una specie di paradiso terrestre, nonostante alcuni (non tutti) i genovesi. E, fra l’altro, il guadagno demografico viaggia in entrambe le direzioni: perchè è vero che molti milanesi verranno a stabilirsi dalle nostre parti, portando anche ricchezza, indotto e posti di lavoro, ma è anche vero che tanti nostri ragazzi genovesi non saranno costretti ad espatriare in direzione di Milano, di Torino e di altre zone del Nord, ma potranno fare i pendolari. Quindi, il conto algebrico del numero degli abitanti segnerà un doppio più.
Ecco, tutto questo credo che Biasotti, che è una persona ragionevole, lo dia ampiamente per scontato. E il discorso sui pensionati non può essere disgiunto da questo.
Sembrano concetti facili, banali, scontati. Sembra l’uovo di Colombo.
Ma, credetemi, il nostro futuro sta tutto qui. Nel passaggio da Colombo (Cristoforo) a Colombo (uovo).

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