Tutti a casa dopo lo scoppio dell’ordigno

Tutti a casa dopo lo scoppio dell’ordigno

Claudio Barnini

A Formia l’allarme bomba è rientrato e da ieri è tempo di Day-after in città. L’ordigno bellico rinvenuto martedì scorso in un terreno nei pressi della linea ferroviaria (una bomba sganciata 60 anni fa da un aereo britannico) è stato infatti fatto brillare con due successive cariche di esplosivo alle 10,44 a distanza di pochi secondi l’una dall’altra.
A dare l’ordine formale è stato il presidente del Centro operativo misto, il vice prefetto Antonio Reppucci. Per il successo di questa operazione lo stesso presidente Carlo Azeglio Ciampi alle 12,45 ha telefonato al prefetto di Latina Salvatore La Rosa al quale ha espresso le sue congratulazioni. L’operazione si è svolta senza problemi. L’ordigno è stato posizionato dai militari all’interno di un barricamento costruito con sacchi di sabbia a circa 8 metri di distanza dal luogo di ritrovamento. In pratica in mezzo alle abitazioni. Spettacolare il momento dell’esplosione di questa bomba «Raf-General Purpose» da 250 libbre, contenente 35 kg di tritolo, di tipo «deflagrazione a lungo ritardo». Dopo il brillamento, il sopralluogo delle forze dell’ordine e le verifiche statiche sugli edifici più vicini, il sindaco Sandro Bartolomeo intorno alle 13 ha raggiunto l’hotel Ariston dove erano stati sistemati circa 200 cittadini in questi giorni. «Sapevamo che i rischi per la città si erano abbassati - ha detto Bartolomeo - il vero pericolo era per gli artificieri che hanno operato sull’ordigno. Un ringraziamento particolare va a loro e a tutte le forze dell’ordine e ai volontari della protezione civile che hanno assistito la popolazione mantenendo la tranquillità in città. Ora ci dobbiamo impegnare affinché si possa tornare alla normalità entro le prossime ore». Nel primo pomeriggio infatti le persone sgomberate hanno cominciato a fare ritorno nelle proprie case, mentre anche la via Flacca e la stessa ferrovia hanno ripreso a funzionare sia pure lentamente.
In tutto questo periodo, però, non sono mancati episodi incresciosi. Le Fiamme gialle hanno infatti fermato 5 persone sospette nella «zona della bomba». Due, originarie di Itri, con precedenti, sono stati trovati senza documenti e dopo l’identificazione e i controlli sono stati allontanati. Stessa sorte è toccata agli altri tre, tutti di origine campana. Il sospetto è che fossero «sciacalli».

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