Tutti i trucchi per addestrare il vostro cucciolo spiegati da una professionista

Jennifer Arnold è una delle più abili «educatrici» di cani di tutti gli Stati Uniti d'America. Ecco le basi del suo metodo

Jennifer Arnold è una delle addestratrici di cani più famose degli Stati uniti e del mondo. Non fosse altro perché i cani che escono dalla sua "Canine Assistans", associazione assolutamente no profit con sede a Milton in Georgia, non sono stati educati "solo" a riportare una palla a camminare al passo o ad abbaiare se qualcuno tocca la porta. Sono animali speciali capaci di assistere i disabili gravi. Non sono cani che si limitano a fare qualcosa, sono cani che cercano una soluzione se qualcosa va storto, cani che pensano (sebbene il pensiero canino e quello umano restino diversissimi). Per ottenere questo risultato davvero notevole che le ha cambiato la vita (Jennifer Arnold ha la sclerosi multipla da quando ha sedici anni)questa signora con gli occhi azzurri grandi grandi e uno sconfinato amore degli animali ha inventato un metodo di insegnamento (lei lo chiama) così basato soprattutto sull'osservazione dei comportamenti spotanei dei cani, sul loro carattere. Un metodo che ha raccolto in un libro che ora arriva in libreria anche in Italia "Con gli occhi dei cani" (Sperling&Kupfer,pagg.266, euro 18). Un piccolo saggio di didattica per quadrupedi e (bipedi) molto diverso dalla maggior parte di quelli esistenti. Perché? Perché la Arnold è piuttosto sconsolata vedendo molte delle metodiche di addestramento utilizzate: "Disapprovo totalmente e ritengo indegni i metodi di conduzione e educazione che ultimamente sono molto seguiti... Purtroppo sono tornati in auge alcuni tipi di collari per esempio quelli elettrici o a strozzo... sono crudeltà che devono finire". Ecco allora qualche consiglio che la signora Arnold ci ha regalato...
Signora Arnold come ha iniziato a lavorare con i cani?
«Quando avevo sedici anni mi è stata diagnosticata la sclerosi multipla e mi è stato detto che avrei dovuto usare una sedia a rotelle per il resto della mia vita. Mio padre ha subito capito che avevo bisogno di qualcosa che mi offrisse speranza e, proprio poco tempo prima, aveva letto qualcosa su una donna che addestrava cani destinati ad assistere le persone in sedia a rotelle. Ho sempre amato i cani: ho pensato che questo avrebbe potuto essere un progetto cui dedicare la mia vita. Ma, tragicamente, un motociclista ubriaco ha ucciso mio padre appena avevamo deciso di cominciare l'attività Canine Assistants. Ci sono voluti altri undici anni per raccogliere i fondi necessari ad avviare il programma».
Come mai l'addestramento è fondamentale per sviluppare le potenzialità di un cucciolo?
«Per tutti i mammiferi, non solo per i cani, una straordinaria quantità di insegnamenti su ciò che è normale e accettabile arriva nella prima parte della loro vita. Una precoce esposizione a un addestramento positivo permette quindi ai cuccioli di arrivare all'età adulta con la capacità di riconoscere come una parte del loro ambiente quotidiano i luoghi, come le stazioni ferroviarie, le cose e anche le persone in bicicletta».
Il suo metodo di addestramento è particolare si basa sulla dolcezza. Mi spiega come funziona?
«Nel mio metodo di insegnamento basato sulle scelte, tutto è positivo. Il solo tipo di correzione che usiamo è l'assenza di una ricompensa. Scegliendo solo l'incoraggiamento e le ricompense è possibile insegnare a qualsiasi cane a mettere in pratica i comportamenti che gli vengono suggeriti, senza sforzo e con entusiasmo. Permettere a un cane di decidere che desidera fare quello che gli si sta chiedendo (sia perché vuole una ricompensa, sia perché ricorda che mettendo in atto quello che gli viene chiesto in passato ha ottenuto dei benefici) significa avere un cane che è felice di ripetere nuovamente lo stesso comportamento in futuro».
C'è qualche trucco che può insegnare a chi deve educare un cucciolo?
«Uno dei miei trucchi preferiti è quello di mettere del burro di arachidi su un lungo cucchiaio di legno e poi surgelarlo. Quando voglio insegnare a un cucciolo a camminare con calma al mio fianco, comincio a tenere il cucchiaio congelato in modo che, durante la passeggiata, il cucciolo possa leccarlo se decide di farlo. Una volta che il cane ha iniziato a camminare regolarmente al mio fianco, gli offro il burro di arachidi solo per la metà del tempo della passeggiata, poi per un terzo, fino ad usare il cucchiaio solo occasionalmente. Dopo i primi addestramenti, il cucciolo non più ha bisogno di alcuna ricompensa esterna. L'atto di camminare al mio fianco lo fa sentire bene grazie al bel ricordo creato dal burro di arachidi».
Cosa significa guardare il mondo con gli occhi di un cane?
«Quando cerchiamo di vedere il mondo con gli occhi dei cani, dobbiamo innanzitutto capire come ricevono gli imput dall'ambiente, come funzionano i loro sensi, come processano le informazioni che ricevono e come sentono e pensano. Non sapremo mai esattamente come i cani percepiscano il mondo, ma la scienza e l'esperienza ormai ci hanno dato informazioni sufficienti per fare delle ipotesi ragionevoli».
I cani hanno una personalità?
«I cani hanno chiaramente una personalità. Alcuni cani sono estroversi e coraggiosi. Altri sono timidi e cauti. Alcuni cani amano avere una costante interazione sociale e altri preferiscono passare del tempo da soli. Ci sono alcuni test molto validi, adesso disponibili anche online, che permettono ai padroni di sapere quale tipo di personalità abbia il loro cane e come sia meglio relazionarsi con una personalità di quel tipo».
Cosa significa che dobbiamo insegnare al nostro cane a scegliere?
«Dare al cane una scelta, o almeno l'illusione di una scelta, significa che permettergli di essere più propenso a ripetere in futuro il comportamento che gli viene chiesto. L'opposto del consentire a un cane di fare delle scelte è forzarlo ad adattarsi. L'aspetto più importante del rapporto uomo-cane è il legame: educare un cane senza usare la paura o la costrizione permette di creare con lui un legame molto forte, basato sulla fiducia reciproca e destinato a crescere».

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