Tutto pronto per Orticola tra fiori, piante e cappelli

Da venerdì la Milano che conta e migliaia di curiosi ai giardini Montanelli per le meraviglie della natura

Tutto pronto per Orticola tra fiori, piante e cappelli

«E il giardino creò l'uomo». Ma soprattutto la donna, si potrebbe affermare parafrasando il bel titolo del giardiniere filosofo Jorn de Précy, autore del libro - manifesto di un secolo fa. La donna che, passeggiando tra gli aromi e le essenze di «Orticola», mostra storica nei giardino «Indro Montanelli» tra venerdì e domenica 12 maggio, indossa ancora meringati cappelli, grembiuloni in lino e sciarpe eteree alla «Grande Gatsby».

Snobismo? Per qualcuno forse sì, ma per gli appassionati il fashion garden è il più vistoso corollario di una serie di riti che servono a richiamare quel «genius loci», la cui fisionomia oggi va sempre più offuscandosi, e che per de Précy era la dimensione spirituale da preservare con più urgenza per salvare non solo la natura ma anche l'originarietà dell'animo umano. Il giardino non è un monologo, ma un rapporto di parola e di gesti tra l'uomo e le piante, basti pensare che la stravagante moda d'abbracciare gli alberi sta prendendo sempre più piede anche tra le persone comuni.

Sfizi e gingilli d'idee si presentano in questa «Orticola 2013», che insegna a comporre il profumo ideale con gli oli essenziali, a piantare i germogli in cubetto, a coltivare l'orto a scuola per la nascita di orti didattici nei cortili degli istituti cittadini. In nome di quell'essenza spirituale e politica che de Précy ravvisava in un giardino, ad «Orticola» quest'anno si aprono tre garden a tema. «La pergola degli agrumi» di Alberto Tintori dei vivai Oscar Tintori, realizzato «per mostrare la variopinta versatilità degli agrumi, le cultivar rare ed esotiche, provenienti da ogni parte del mondo, con fogliame dai colori diversi e variegati, frutti dalle stupefacenti forme e dimensioni» spiega lo stesso Tintori.

«Il giardino d'ombra» dei Vivai del Nord e realizzato dall'architetto Elena Stevanato, che così lo descrive: «L'ispirazione viene dalla posizione in cui il piccolo giardino è collocato, protetto dalle chiome degli alberi ad alto fusto all'ingresso dei giardini Indro Montanelli. Due archi, composti da vegetazione fitta e alta, guidano alla scoperta di un luogo unico nel quale ci si può soffermare per qualche istante per ammirare la vegetazione dei luoghi ombrosi».

Esplode di profumi e colori il «Giardino Mediterraneo» dei vivai Tersanlorenzo, di cui dice Umberto Pasti: «In primavera quello che vorrei vedere qui: il trionfo dei finocchi selvatici, dei papaveri, dei fiordalisi, dei gladioli bizantini, delle piantaggini - tutto quello che cresce ai bordi delle nostre strade e sugli argini delle rogge». Altre proposte pullulano in questa mostra - mercato, pullulano come le piante che a maggio regalano il candore delle siepi, e pullulano come gocce di pioggia che stando alle previsioni non risparmieranno «Orticola», quindi i cappelli delle donne non saranno solo un vezzo ma una necessità.

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