Consumi alimentari, segnali di ripresa: ora si punta su TuttoFood ed Expo

Lo scenario in due ricerche presentate al convegno "Consumi Food 2015" organizzato da TuttoFood, il grande salone dell'agrolimentare di Fiera Milano che si terrà dal 3 al 6 maggio in concomitanza con l'apertura dell'Esposizione Universale

Il barometro dell’economia italiana segna un lento miglioramento e nei prossimi due anni di attenuerà il peso della lunga serie di indicatori negativi che hanno scandito l’ultima lunga crisi anche se la disoccupazione resterà elevata. Insomma, se nel 2014 i consumi di alimentari e bevende sono andati ancora giù e le promozioni non bastano, da quest'anno le cose dovrebbero andare un po' meglio, anche se lo scenario resta difficile. Questo è in sintesi il quadro di previsione tracciato dal centro studi Ref Ricerche, presentato al convegno Consumi Food 2015 – scenario economico, previsioni, valutazioni delle imprese industriali e distributive organizzato da TuttoFood, la grande mostra professionale dell’alimentare in Italia organizzata da Fiera Milano, che avrà luogo dal 3 al 6 maggio 2015.

Fiera ha raccolto questi segnali e già oggi ha completamente assegnato e opzionato la superficie espositiva di 180 mila metri in 10 padiglioni con circa 2.500 aziende presenti con una saturazione completa degli spazi e liste di attesa per decine di aziende. Edizione record, messaggio di fiducia e di impegno da parte delle aziende grandi, medie e piccole decise non solo a recuperare sul mercato interno ma a conquistare nuove fette di mercato all'estero grazie all'appeal e alla qualità del food and beverage made in Italy.

Al convegno che si è svolto al Centro Congressi Cariplo di Milano, hanno partecipato Fedele De Novellis di Ref Ricerche, Angelo Massaro ad di Iri che ha allargato il campo di lettura al mercato, Stefano Agostani presidente e ad del Gruppo SanPellegrino, Valerio Di Natale presidente e ad di Mendelez Italia e vice presidente di Centromarca, Marco Pedroni presidente di Coop Italia e presidente Indico-Ecr, Mario Preve presidente di Riso Gallo e vice presidente di Centromarca, Angelo Trocchia presidente e ad di Unilever Italia, Enrico Pazzali ad di Fiera Milano e Giovanna Mavellia di Confcommercio Lombardia.

Secondo Fedele De Novellis, il Pil aumenterà dello 0,7% nel 2015 e dell’1,1% nel 2016, sostenuto da una ripresa dei consumi. Le esportazioni miglioreranno ulteriormente la loro performance e le importazioni cresceranno trainate dalla ripresina, senza peraltro compromettere il saldo della bilancia commerciale che si manterrà positivo ed elevato (intorno ai 70 miliardi di euro) grazie alla discesa del prezzo del petrolio e al cambio dell'euro sul dollaro. Il vincolo del 3% nel rapporto deficit pubblico su Pil sarà rispettato e l’inflazione sarà zero quest'anno e 0,7% nel 2016. Nota dissonante: il tasso di disoccupazione che beneficerà in maniera contenuta del miglioramento del quadro economico rimanendo stabilmente al di sopra del 12%. La convergenza di fattori favorevoli come l'indebolimento dell', il crollo del prezzo del petrolio, l'allentamento della convergenza fiscale al quantitative easing della Bce (fattori rispetto ai quali Ref Ricerche si chiede nel titolo della sua analisi: Ultima chance per l’Italia?), sembrano dunque aver creato un contesto più favorevole.

Ma non mancano rischi. Due in particolare: la caduta delle aspettative di inflazione e il possibile aumento dell'Iva, in base alla clausola di salvaguardia già prevista nell’ambito della discesa del rapporto deficit - Pil dell’Italia, secondo quanto imposto dalle regole europee di finanza pubblica. Qualora l’Iva subisse aumenti, l’impatto sarebbe negativo per la domanda di consumo e - affermano compatti industria e distribuzione – in particolare per i consumi alimentari.

Nel quadro generale dell'economia italiana si inseriscono le previsioni per i consumi di prodotti alimentari presentate da Angelo Massaro, amministratore delegato di Iri. L'angolo di osservazione è quello specifico della grande distribuzione, reduce da due anni molto difficili che hanno dimostrato come il consumatore sacrifichi ormai anche tipologie di consumo primarie. Il 2014 si è chiuso con un andamento negativo dei reparti di alimentari e bevande nonostante il contesto deflattivo e dopo un 2013 a valori piatti e volumi in flessione.

Per sostenere i volumi la grande distribuzione ha agito sulla leva del prezzo con il ricorso promozioni, che sembravano dover raggiungere un livello di saturazione nel 2014 ma hanno continuato a crescere: 30 euro su 100 sono ormai spesi dal consumatore per prodotti in offerta. Ma questo strumento - avverte Massaro - non è più efficace per incentivare gli acquisti. Il suo livello complessivo di produttività è sceso ulteriormente rispetto al 2013, e la filiera distributiva ha rinunciato ad altri 117 milioni di euro. Ciò significa che la grande distribuzione organizzata sacrifica circa un punto di crescita dei ricavi sull’altare delle promozioni. In tutti i reparti alimentari c’è infatti una lieve contrazione della quota - valore di questi prodotti.

Ma anche i grandi gruppi industriali stanno affrontando seri problemi. Dalle misurazioni di Iri già nel corso del 2013 emergevano cali nell’andamento delle vendite dei top player del largo consumo. Lo scorso anno questo fenomeno si è accentuato. Le aziende top 25, che rappresentano quasi un terzo del fatturato totale del largo consumo confezionato, hanno segnato un -1,4%. Per quanto riguarda l'immediato futuro dei consumi di alimentari e bevande, a condizione che si concretizzi la lieve ripresa attesa, Iri prevede per quest'anno un moderato recupero dei livelli di spesa e dei volumi, la cui inversione di tendenza sarà comunque graduale e di moderata entità. Fondamentale dunque sarà il miglioramento della situazione occupazionale, indispensabile per innescare un nuovo ciclo di fiducia delle famiglie sulle prospettive del proprio potere d'acquisto, con conseguenti benefici sui consumi. Nel caso che non ci fossero ancora schiarite sul mercato del lavoro i segnali di ripresa verrebbero inevitabilmente vanificati.

In particolare l'alimentare secco (drogheria alimentare) che è alla base del carrello della spesa registrerà nel 2015 una ripresina degli acquisti. I prezzi cresceranno leggermente (+0,4%) come risultato delle pressioni su alcune materie prime alimentari, bilanciate dall'altissimo grado di concorrenzialità fra imprese produttrici e fra distributori. Per gli alimentari freschi confezionati (salumi, formaggi, carni) ci sarà invece ancora una "limatura" dei volumi acquistati a causa dell’inflazione di nuovo relativamente elevata. L'ortofrutta a peso imposto recupererà volumi attorno al +1% ereditando il vantaggio competitivo ottenuto nel 2014 attraverso il marcato riposizionamento in basso dei prezzi medi con i rincari previsti limitati entro il punto e mezzo percentuale. Gelati e surgelati sono la voce dell’alimentare che nel corso degli ultimi due anni ha maggiormente subito i contraccolpi della crisi di domanda e delle anomalie del clima: per il 2015 ci si aspetta un’inversione della tendenza a fronte di uno stop dei prezzi. Le bevande dissetanti hanno accusato una forte caduta nell’ultimo biennio: ci si aspetta ancora un calo sia pure più limitato anche grazie al raffreddamento dei prezzi medi al dettaglio. Vini e alcolici, dopo un biennio che ha visto un ridimensionamento dei volumi venduti di circa 6 punti, dovrebbero registrare nel 2015 un calo più contenuto dei volumi, a condizione che non vi siano nuovi inasprimenti della tassazione con ripercussioni sui prezzi al dettaglio.

Enrico Pazzali, amministratore delegato di Fiera Milano, ha ricordato il ruolo fondamentale di TuttoFood a sostegno del comparto agroalimentare italiano in tutte le sue declinazione con una edizione forte della manifestazione che si svolge in concomitanza con l’apertura Expo Milano 2015. Infatti, Fiera Milano offrirà alle aziende espositrici la possibilità di incontrare direttamente le delegazioni commerciali che nel corso dei mesi visiteranno l’Esposizione Universale con il progetto Expo incontra le imprese, per favorire la conclusione di accordi commerciali. "E' un obiettivo che ha un'elevata probabilità di essere conseguito - ha spiegato Pazzali – in considerazione della qualità degli incontri, che saranno accuratamente preparati profilando i diversi soggetti, analizzando i reciproci ambiti di interesse e infine creando un'agenda di contatti che avranno luogo a Fiera Milano solo tra le controparti che avranno evidenziato l'affinità più elevata".

Tuttofood aderisce infatti a Expo Business Matching, iniziativa a supporto dell'internalizzazione delle aziende italiane promossa da Expo 2015 in partnership con Fiera Milano, Camera di Commercio, Promos e PwC. L'Expo Business Matching è una piattaforma web di incontri d'affari, creata per mettere a frutto in chiave di business la presenza a Milano dal primo maggio al 31 ottobre di oltre 140 Paesi che porteranno in Italia rappresentanze istituzionali e delegazioni commerciali: una straordinaria occasione di relazioni con il mondo per il made in Italy.

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