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Gli antirazzisti a corrente alternata

Il ritorno in televisione di Enzo Iacchetti, dopo dichiarazioni apertamente antisemite, fatte in diretta televisiva, non mi stupisce affatto

Gli antirazzisti a corrente alternata
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Egregio Direttore Feltri, gradirei avere la Sua opinione sul ritorno in trasmissione a Striscia la notizia di Enzo Iacchetti, violento e invasato antisemita.
Se vorrà rispondermi, sono sicuro che lo farà con assoluta franchezza, incurante del fatto che tra la compagine sociale del Giornale è presente la Famiglia Berlusconi.
Con stima.

Giovanni Pisoni

Caro Giovanni,
la presenza della famiglia Berlusconi nella compagine sociale del Giornale non è mai stata, né sarà mai, un limite alla mia libertà di giudizio. Se così fosse stato, avrei smesso di fare questo mestiere da decenni. Non ho mai chiesto permessi per dire ciò che penso e non ho mai taciuto per compiacere qualcuno, potente o meno che fosse. Né, e questo devo ammetterlo, mai mi è stato chiesto di tacere o di auto-limitarmi. Il ritorno in televisione di Enzo Iacchetti, dopo dichiarazioni apertamente antisemite, fatte in diretta televisiva, non mi stupisce affatto. Anzi, è perfettamente coerente con il clima culturale che stiamo attraversando. Oggi l'antisemitismo non soltanto è tollerato: in certi ambienti è diventato una medaglia morale, un segno di appartenenza ideologica, quasi una virtù civile. Chi attacca gli ebrei, chi invoca boicottaggi contro Israele, chi usa un linguaggio di esclusione verso un popolo in quanto tale, viene difeso, giustificato, talvolta persino applaudito.

È questo il grande paradosso dei nostri tempi: gli stessi che si riempiono la bocca di parole come antirazzismo, diritti, inclusione, chiudono entrambi gli occhi davanti all'antisemitismo, che resta una delle forme più antiche, violente e persistenti di razzismo. Ma evidentemente, per una certa sinistra e forse pure per una destra sempre più appiattita sul politicamente corretto e sul pensiero unico, esistono razzismi buoni e razzismi cattivi. Quello contro gli ebrei, oggi, viene considerato, tutto sommato, accettabile, purché mascherato da solidarietà a Gaza. Negli ultimi mesi abbiamo visto piazze italiane ed europee in cui si celebrava il 7 ottobre, una carneficina di civili innocenti, uomini, donne, bambini, uccisi, stuprati, sequestrati esclusivamente perché ebrei. Abbiamo visto slogan antisemiti, scritte sui muri, cori che non avevano nulla a che fare con la pace e tutto a che fare con l'odio. Eppure, pochissime reazioni, pochissime prese di distanza. Silenzio. Complicità. Imbarazzo collettivo.

Chi pensa che certe affermazioni siano un modo per difendere i bambini di Gaza mente sapendo di mentire. L'antisemitismo non salva nessun bambino. Serve solamente a legittimare un'ideologia violenta e un'organizzazione terroristica come Hamas, che nel proprio statuto prevede lo sterminio degli ebrei e che ha mostrato al mondo, senza alcun pudore, cosa intende per resistenza. Che Iacchetti sia tornato in tv come se nulla fosse non è un incidente.

È il prodotto di una cultura ipocrita, selettiva, moralmente confusa, che si commuove a corrente alternata e che ha deciso, consapevolmente, di chiudere un occhio sull'odio antiebraico, anche due. Oggi essere antisemiti non costa nulla. Anzi, spesso paga. Ed è questo, temo, il dato più inquietante.

Non ci resta altro da fare che cambiare canale.

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