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Quella cerimonia infinita per spettatori eroici...

Quest'anno l'arduo compito di presentare i David di Donatello è toccato a Flavio Insinna

Quella cerimonia infinita per spettatori eroici...
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L'impresa di per sé è disperata: trasformare in uno show televisivo una noiosa premiazione, un susseguirsi di consegne di statuette e di ringraziamenti. E per di più sulla rete ammiraglia, in una serata lunghissima, fin quasi alle due di notte. Ogni anno ci si prova perché è una tassa che bisogna pagare al cinema italiano: quest'anno l'arduo compito di presentare i David di Donatello è toccato a Flavio Insinna. Lui ci ha provato in tutti i modi ad alleggerire la serata, a destrutturarla, a giocare con l'ironia e le gag, ma, purtroppo, il risultato non è stato soddisfacente. Il presentatore ci ha messo un carico da 90, spesso sopra le righe: mentre intimava ai premiati di essere brevi, lui aggiungeva parole a volontà e andava avanti e indietro come una furia sul palco. La sua partner, una splendida Bianca Balti, ha fatto fatica a inserirsi in questo turbinio, mantenendo sempre però classe ed eleganza. A poco sono valsi gli intramezzi musicali. Insomma, il pubblico ha presto cambiato canale: solo 1.271.000 spettatori, pari al 12,2% di share.

In pochissimi hanno atteso il trionfo del film di Francesco Sossai Le città di pianura che ha fatto incetta di premi: ben otto statuette tra cui miglior film, miglior regia e miglior attore. Solo Checco Zalone, premiato con il David del pubblico, avrebbe potuto salvare la serata, ma si è ben guardato dal presentarsi.

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