“Darby Harper: consulenza fantasmi”, teen comedy luminosa su temi tetri

Qualcosa di più della solita commedia per adolescenti perché mischia profondità e superficialità, alleggerendo questioni dolenti come il lutto e la sua eleborazione

“Darby Harper: consulenza fantasmi”, teen comedy luminosa su temi tetri

Darby Harper: consulenza fantasmi è la nuova teen comedy con elementi soprannaturali disponibile su Disney+. La trama segue da vicino la struttura di altri classici titoli ambientati in licei statunitensi, tra lezioni in classe e scontri tra coetanei. Ha però il pregio di parlare di morte prematura in modo inusuale e lo fa raccontando di un'adolescente capace di vedere i trapassati.

Dopo aver vissuto un'esperienza di pre-morte da ragazzina, Darby Harper (Riele Downs) acquisisce il dono di parlare con chi non è più tra noi ma non ha ancora raggiunto la destinazione definitiva nell’aldilà. Tale caratteristica la rende introversa e la fa isolare e passare sempre più tempo con queste anime rimaste a vagare sulla Terra. Lei le aiuta a rimediare alle cose lasciate in sospeso, consegnando messaggi da parte loro, in modo che una volta in pace possano andare oltre, verso la dimensione che li aspetta. Tutto cambia quando Capri (Auli'i Cravalho), la it girl più in vista del liceo, muore per uno sciocco incidente nello spogliatoio della scuola. Incredula sull’accaduto, la giovane defunta non digerisce che la festa prevista per i suoi diciassette anni vada a monte e così supplica e infine ricatta Darby affinché convinca gli studenti a farla lo stesso. A tale scopo servirà però che Darby diventi popolare, il che significa per la ragazza porre fine al proprio autoisolamento e reinventarsi completamente. Quel che la piccola sensitiva non si aspetta è che così facendo recupererà la gioia di vivere smarrita anni prima.

Un po’ young adult, un po’ storia di trasformazione femminile, “Darby Harper: consulenza fantasmi” sembra rifarsi un po’ goffamente a personaggi venuti meglio altrove, da quello impersonato da Whoopy Goldberg in “Ghost” a quello col volto di Jennifer Love Hewitt nella serie Ghost Whisperer – Presenze.

La protagonista è particolare in modo intrigante: ha il cinico distacco di Mercoledì Addams nel declamare “le relazioni sono costrutti sociali creati per ovviare al fatto che siamo soli al mondo” e nel preferire i morti a quelli che lei chiama i “non pensanti”, ossia i vivi della sua stessa età che la circondano. Del resto ha intelligenza e consapevolezza da vendere, tanto da sostenere ironica al momento opportuno cose acute come “i social ci fanno sentire insicuri circa il nostro aspetto in modo che possiamo comprare cose che non ci servono”.

Il rapporto tra Darby e Capri, inizialmente figure speculari, è divertente perché in itinere emerge come le ragazze si somiglino più di quanto appaia da fuori. Del resto da bambine erano migliori amiche. Darby non è seria e lugubre come sembra e Capri non è vanità senza cervello. La cheerleader passata a miglior vita, sempre stata conscia di come dominare il Sistema, insegna alla improbabile discepola alcune semplici regole. Prepara Darby dal punto di vista psicologico (“La popolarità è un’illusione; se ci credi tu, ci crederanno anche gli altri”) e poi anche a livello pratico (“Devi postare un sacco di selfie dalla giusta angolazione”).

Sicuramente è stravagante che la teenager defunta abbia bisogno di una festa di commemorazione in cui veder i propri amici divertirsi ricordandola, ma il film sottolinea proprio questo: ognuno ha diritto di elaborare il lutto (in questo caso paradossalmente il proprio) come più gli aggrada, senza vedersi dare etichette superficiali. Questo significa che il dolore e la chiusura provate da Darby non sono di per sé indice di maggiore profondità. Soffrire senza data di scadenza non è prova di maturità o di spessore emotivo. C’è un limite oltre il quale si è semplicemente ottusi nel non voler elaborare qualcosa che ci permette di evolvere, come vita comanda.

Con tenerezza, empatia e candore, osserviamo la protagonista riuscire a lasciar andare un dolore che non passerà mai ma che non le impedirà ulteriormente di vivere appieno e con gioia.

Malgrado quindi onestamente il film sembri la puntata pilota di una sitcom tra adolescenti, perché il tono è quasi sempre scanzonato ai limiti del grottesco, il messaggio sottostante è notevole.

Un modo stravagante, perché affettuosamente leggero, di parlare di argomenti pesanti ma cui nessuno può sottrarsi.

L’idea che la sofferenza non precluda ma anzi serva alla nascita di un nuovo senso di sé eleva infatti "Darby Harper: consulenza fantasmi" non tanto a “memento mori” quanto a memorandum di come la vita vada celebrata nella sua preziosità e brevità.

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