Non è la prima volta che gli animali fanno capolino sul palco dell’Festival di Sanremo, almeno nei testi delle canzoni. Dalle atmosfere di Nilla Pizzi alle immagini evocate da Marcella Bella, fino alla “scimmia nuda” cantata da Francesco Gabbani, il mondo animale ha spesso ispirato gli artisti in gara. Quest’anno, però, la presenza degli animali assume una forma decisamente più concreta, 250 bufale ascolteranno direttamente i 30 brani in competizione, comodamente nelle loro stalle.
L’iniziativa
L’idea nasce dalle Fattorie Garofalo e l’esperimento si svolgerà nell’azienda di Torcino di Capua, in provincia di Caserta. Coinvolgerà una parte del patrimonio zootecnico del gruppo, che complessivamente conta circa 12.700 capi distribuiti tra Campania e Puglia. Non si tratta di una trovata estemporanea, ma di un progetto con finalità precise, monitorare eventuali cambiamenti nel comportamento degli animali e valutare possibili effetti sulla produzione di latte.
La musica come “arricchimento ambientale”
Le canzoni del Festival saranno diffuse in orari stabiliti e a volume moderato. L’obiettivo non è trasformare la stalla in una sala concerti, bensì introdurre un elemento di arricchimento ambientale controllato. L’azienda seguirà con attenzione le reazioni delle bufale, osservando parametri come tranquillità, regolarità nella mungitura e quantità di latte prodotto. In un certo senso, una “giuria ruminante” chiamata a esprimere il proprio gradimento… a modo suo.
Cosa dice la scienza
Scherzi a parte, alla base dell’esperimento ci sono studi dedicati agli animali da allevamento, secondo cui la musica lenta e rilassante può contribuire a ridurre i livelli di stress nei capi da latte. Alcune ricerche suggeriscono persino un possibile incremento medio della produzione intorno al 3%, insieme a una mungitura più regolare. Naturalmente, molto dipende dal tipo di brano, dal volume e dal contesto. Per questo l’iniziativa sarà seguita con un approccio attento e misurato, senza forzature.
Il benessere animale grazie a Sanremo?
L’esperimento musicale si inserisce proprio nella filosofia di migliorare le condizioni di vita in stalla, che può avere ricadute positive non solo sul comportamento degli animali, ma anche sulla
qualità della materia prima destinata alla produzione di mozzarella.E chissà se tra le canzoni in gara emergerà un brano capace di conquistare non solo il pubblico e la critica, ma anche le 250 bufale di Capua.