nostro inviato a New York
Agenda fittissima, tanto da non poter arrivare alla cena del Comune. Ma Filippo Penati, anche se in missione istituzionale e ospite della Regione Lombardia, non dimentica di essere anche (o prima di tutto) un politico. E così domenica scorsa, eccolo con l'inseparabile portavoce Franco Maggi all'aperitivo al Village per le primarie dell'Unione. Tra gli ospiti della cena di Penati anche i consiglieri regionali della delegazione, ma solo quelli rigorosamente di centrosinistra: c'è il vicepresidente del consiglio regionale, il diessino Marco Cipriano, e il capogruppo della Quercia, Giuseppe Benigni. Tutti riuniti per parlare delle primarie in arrivo tra pochi giorni. L'appuntamento che dovrebbe incoronare Romano Prodi, si sa, è per domenica prossima, quel che è meno noto è che voteranno anche italiani e italoamericani di stanza negli Usa e in Canada. E il presidente della Provincia ha tenuto a dare la sua benedizione all'iniziativa.
«Un incontro tra amici con il coordinamento dell'Ulivo a New York» minimizza lui. Ma se l'operazione va in porto, dai seggi americani dovrebbero arrivare parecchie centinaia di voti. A New York sarà possibile votare in due sedi, una a Brooklyn e l'altra a Manhattan, a un passo da Nostra Signora di Pompei, l'unica chiesa della città in cui si celebra la messa in italiano. Anzi, a essere precisi, chi vorrà dire la sua sul candidato premier del centrosinistra a Manhattan dovrà andare nella sede dell'Acli, gentilmente offerta da don Francesco Zenin.
In tutto tra Stati Uniti e Canada i seggi saranno undici: a Washington, Philadelphia, nel New Jersey, a Dallas, Los Angeles, San Francisco e a Montreal, Vancouver e Toronto. E certo non è un caso che in questi giorni Filippo Penati sarà proprio in Canada.
Unione, campagna elettorale anche in Usa
Laperitivo al Village di Penati è una scusa per discutere delle primarie
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