Università Al consiglio Au fa il pieno di voti Ma cresce anche il «Blocco»

«Il successo ottenuto alle elezioni per il rinnovo del Consiglio Nazionale degli Studenti Universitari e degli organi interni degli atenei, non solo romani e laziali, rappresenta un dato politicamente significativo, perché conferma la fiducia degli studenti nei movimenti studenteschi di centrodestra e dimostra quanto essi siano visti come gli unici interlocutori credibili per riformare il sistema universitario italiano in senso meritocratico e qualitativo». Lo dichiara in una nota Matteo Petrella, dirigente nazionale e presidente romano di Azione Universitaria, movimento universitario dei giovani del Pdl. «Nel Lazio - spiega Petrella - la lista Azione Universitaria-Studenti per la Libertà è arrivata prima sfiorando le 10mila preferenze, con un distacco dalla sinistra universitaria - rappresentata dall’Udu - quantificabile in circa 3mila voti. A Roma, il dato risulta ancor più positivo con una forbice ancor più marcata: la nostra lista risulta, infatti, vincente sia nelle tre università pubbliche (La Sapienza, Tor Vergata e Roma Tre) che in quelle private (Luiss, Lumsa e Cattolica), superando i 9mila voti contro i 5mila raccolti della sinistra. Molto importante, poi, il risultato nella seconda università romana, in cui si è votato anche per gli organi interni: i nostri candidati, infatti, Gabriele Ghio e Filomena Russo, hanno ottenuto un grande consenso ottenendo due seggi in Senato Accademico. Il successo elettorale permetterà di continuare il lavoro già avviato all’interno del Cnsu, in cui molte delle nostre proposte hanno già trovato spazio nel progetto Gelmini di riforma dell’università: dalla rivoluzione della governance interna degli atenei ispirata ai criteri di efficienza e qualità alla razionalizzazione dei corsi di laurea. Il nostro impegno - conclude Petrella - consisterà ora nel migliorare ancora il ddl di riforma all’esame delle Camere, gettando le basi per una rapida e positiva conclusione del suo iter parlamentare». Clamorosa esclusione per altre forze storiche del secondo ateneo della capitale, tra le quali la componente di Azione Universitaria rappresentata da Marco Turriziani, fermo a 327 preferenze, e quella di Comunione e Liberazione, con il senatore uscente Francesco Di Ludovico bloccato a 263 preferenze. Disfatta totale per il «Collettivo Lavori in Corso», il cui rappresentante Luigi Mazza non è andato oltre le 152 preferenze». «Ci troviamo di fronte a un risultato storico - afferma il neoeletto senatore del Blocco Studentesco, Noah Mancini - Dopo nemmeno due anni di presenza del nostro movimento all’interno degli atenei, abbiamo dimostrato che il mondo universitario in generale e Tor Vergata in particolare, non sono un territorio off-limits per il Blocco Studentesco, anzi».

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