US Navy, entra in servizio la portaerei più potente del mondo

La portaerei Gerald R. Ford (CVN 78), capofila dell’omonima classe, in servizio da oggi. Alla cerimonia il Presidente Donald Trump ed il Segretario alla Difesa Jim Mattis.

US Navy, entra in servizio la portaerei più potente del mondo

La Marina Militare degli Stati Uniti autorizzerà tra poche ore la portaerei Gerald R. Ford (CVN 78), capofila dell’omonima classe e dedicata al 38 ° Presidente USA, ad entrare in servizio presso la stazione navale di Norfolk, sulla costa Virginia. Alla solenne cerimonia, come tradizione, saranno presenti il Presidente Donald Trump ed il Segretario alla Difesa Jim Mattis.

La classe Gerald R. Ford (sposta circa 100.000 tonnellate proprio come la classe CVN-68) andrà a sostituire gradualmente i vettori classe Nimitz, in servizio da oltre 40 anni. La USS Nimitz (CVN-68) è entrata in servizio il 3 maggio del 1975.

Il Congresso degli Stati Uniti ha già autorizzato la costruzione di tre vettori classe Ford per una spesa complessiva di 43 miliardi di dollari. Oltre alla capofila, sono stati stanziati fondi per sviluppare e costruire la USS John F. Kennedy (CVN 79) e la USS Enterprise (CVN 80). La classe Ford è progettata con una serie di miglioramenti rispetto alla classe Nimitz che dovrebbero aumentare notevolmente la qualità della vita per i marinai e ridurre i costi di manutenzione per la Marina. La classe Ford (che si basa sullo scafo della Nimitz con interni riconfigurati) implementa misure di sopravvivenza migliorate e requisiti di manutenzione ridotti per una risparmio, secondo le proiezioni della Marina, di quattro miliardi di dollari durante l’intero arco temporale di ogni singola unità. Le unità della classe Ford entreranno in bacino di carenaggio una volta ogni dodici anni. Rispetto ai precedenti vettori classe Nimitz, la classe Ford migliora o introduce 23 tecnologie. Dopo la messa in servizio, la Gerald R. Ford (CVN 78), sarà sottoposta ad una serie di test condotti dalla US Navy. Il primo pattugliamento operativo è previsto per il 2020 con componente aerea schierata tra il 2021 ed il 2022. La portaerei Gerald R. Ford (CVN 78) è costata 13 miliardi di dollari.

Il concetto di proiezione della US Navy

Le portaerei sono la massima espressione della potenza degli Stati Uniti nel globo. Rappresentano un’essenziale piattaforma nello scacchiare geopolitico della proiezione globale. Oltre al ruolo primario di piattaforma d’attacco, forniscono sostegno alle truppe sul campo di battaglia. La mobilità è la loro principale forza. Agendo da acque internazionali, gli Usa (e proporzionalmente anche la Gran Bretagna) non hanno bisogno da alcuna autorizzazione per proiettare la propria potenza. Le portaerei possono operare soltanto in determinati contesti permissivi: praticamente ovunque poco dopo la guerra fredda. L’ascesa della superpotenze come la Cina e la Russia, ha richiesto delle distanze di sicurezza. Ciò significa una limitazione alla capacità di proiezione del potere nel globo e la rivisitazione della strategia aeronavale. La Marina più potente del mondo è passata da un raggio d’azione in proiezione di 800 miglia nautiche nel 1996 a 500 nel 2006. La riduzione della proiezione imbarcata Usa è coincisa con l’entrata in servizio dei sistemi Anti-Access/Area Denial cinesi e russi e con sistemi d’arma con un raggio d’azione superiore alle mille miglia nautiche. Dalla seconda guerra mondiale ad oggi, i vettori americani sono stati pensati per supportare piattaforme in grado di assestare un colpo mortale contro i centri nevralgici del nemico. Dal Vietnam ad oggi, la Marina Usa ha continuato a perfezionare la sua capacità di colpire il nemico in profondità, imbarcando a bordo delle portaerei fino ad 80 velivoli multiruolo (negli anni continuamente modificati). La fine della guerra fredda, però, è considerato il punto di rottura. Iniziano ad uscire di scena piattaforme pensate per la penetrazione profonda come l’A-6 Intruder. La decisione di cancellare anche il sostituto dell’Intruder, l’A-12 Avenger II, è oggi considerato uno degli errori più grandi della US Navy. Con il ritiro del servizio del Tomcat, una piattaforma missilistica per i Phoenix, la Marina iniziò ad imbarcare gli F/A-18 Hornet, originariamente concepiti come caccia per il combattimento manovrato e da attacco leggero. Gli Stati Uniti mantengono ancora un vantaggio su Russia e Cina sotto il profilo del targeting mentre il dominio sullo spettro elettromagnetico è ormai combattuto ad armi pari.

Le criticità della classe Gerald R. Ford

La costruzione della Ford (CVN 78) ha avuto inizio nel novembre del 2007 presso le Huntington Ingalls Industries a Newport News, Virginia. Tra le migliorie introdotte una nuova centrale nucleare, un'isola ridisegnata, catapulte elettromagnetiche, sistema d'armi ottimizzato ed un nuovo ponte di volo. Secondo le specifiche, la classe Gerald R. Ford dovrebbe essere in grado di lanciare 220 aerei al giorno, al ritmo di uno ogni sei minuti. Nel 2013, il costo della nave è stato stimato in 12,8 miliardi di dollari, il 22 per cento in più rispetto a quanto previsto nel 2008. Altri 4.7 miliardi sono stati spesi anche in ricerca e sviluppo. Nel 2013, il Government Accountability Office lamentava “inaffidabilità nei principali sistemi della nave che saranno risolti soltanto anni dopo l’entrata in servizio della prima unità. Ciò limiterà l'efficacia della nave durante le distribuzioni iniziali e probabilmente aumenterà i costi”. Esattamente un anno fa, Michael Gilmore, ormai ex direttore dei test operativi e responsabile della valutazione dei sistemi d’arma per il Dipartimento della Difesa, lamentava “problemi di scarsa o sconosciuta affidabilità”.

Gilmore lamentava limitate capacità di combattimento.

“Sulla base delle stime di attuali, è improbabile che la CVN-78 possa condurre operazioni di volo ad alta intensità per più di 24 ore, rispetto al pre-requisito di quattro giorni. Le mie preoccupazioni circa l'affidabilità di questi sistemi rimangono ed i problemi rimangono irrisolti. Il cavo d'arresto presenta le più gravi limitazioni ed è improbabile che possa sostenere operazioni di volo ad alta intensità. L’affidabilità di 24 arresti tra lanci critici, è ben al di sotto delle aspettative ed al minimo requisito per avere successo in combattimento. Il sistema di lancio elettromagnetico è più affidabile, ma desta comunque preoccupazioni. Dati recenti indicano che il vettore può condurre 400 lanci tra guasti critici. Purtroppo ben al di sotto del requisito di 4.166 decolli. Per avere una probabilità del 90 per cento di completare 24 ore di funzionamento prolungato, il sistema dovrebbe garantire 1600 lanci tra fallimenti critici. L'affidabilità del radar dual-band della Raytheon Co. utilizzato per il controllo del traffico aereo e per l’auto-difesa contro aerei e missili è sconosciuta. I test si basano ancora su un software in fase di sviluppo ed alcuni problemi di affidabilità hardware sono emersi. Nonostante i tassi di fallimento siano scesi, il radar non sarà completamente testato fino a quando la nave sarà in mare”. Lo scorso anno, la USS Gerald R. Ford registrava una probabilità inferiore al 7% di portare a termine quattro giorni di combattimento.

La Marina ritiene superati o in via di risoluzione le criticità riscontrate lo scorso anno.

Le tecnologie della classe Gerald R. Ford

La catapulte elettromagnetiche

La nave è alimentata da due reattori nucleari AB1 di nuova concezione della Bechtel in grado di generare seicento megawatt di energia elettrica. Triplicate le capacità, duecento megawatt, della classe Nimitz (tale energia potrebbe un giorno alimentare armi laser). La classe Ford necessita di tale potenza anche per alimentare le catapulte elettromagnetiche. Le catapulte convenzionali sfruttano la pressione del vapore per lanciare il gruppo aereo imbarcato sulle portaerei. Per raggiungere l’efficienza energetica e concentrare la pressione ottimale per lanciare in sicurezza un velivolo, è necessario del tempo che limita inevitabilmente i tassi di sortita. L’Electro-Magnetic Aircraft Launch System o EMALS sfrutta la forza elettromagnetica combinata alla spinta dei motori dell’aereo ed alla velocità del vento. Sulla catapulta elettromagnetica non è necessaria alcuna riconfigurazione, diversamente da quanto avviene oggi per quelle a vapore che presentano dei limiti in base alla massa dei velivoli lanciati. Il sistema di lancio elettromagnetico consente flessibilità d’impiego per una varietà di piattaforme che possono decollare dal vettore a pieno carico. L’uso di una forza più costante e regolabile, infine, riduce lo stress sulla struttura degli aeromobili, poiché l’energia cinetica del velivolo in atterraggio è controllata da un motore elettrico.

Advanced Arresting Gear

L’Advanced Arresting Gear sostituirà l’attuale sistema di arresto idraulico utilizzato sulle portaerei degli Stati Uniti. Il sistema AAG è stato progettato per una più ampia gamma di velivoli tra cui gli UCAV. Il sistema elettrico prevede la decelerazione degli aeromobili durante le operazioni di recupero sulle portaerei, fornendo margini di affidabilità e sicurezza superiori rispetto agli attuali asset convenzionali. L’Advanced Arresting Gear utilizza semplici turbine ad assorbimento di energia accoppiate ad un motore a induzione per controllare con precisone le forze di arresto. I lanciatori EMALS e l’Advanced Arresting Gear sono stati sviluppati dagli Stati Uniti per le nuove portaerei classe Gerald R. Ford.

Il presidente Donald Trump, lo scorso maggio, chiese alla Marina di riconvertire le portaerei classe Ford con le catapulte a vapore per gli esorbitanti costi raggiunti. Le unità John F. Kennedy ed Enterprise, attualmente in costruzione, hanno già ricevuto il modulo per le catapulte EMALS. La richiesta di Trump non sembra aver avuto seguito. Se diventasse vincolante, l’intero disegno della classe Ford dovrebbe essere rivisto per accogliere delle nuove catapulte a vapore, non di certo le Mk-13, attualmente in servizio sulla classe Nimitz. La Marina, infatti, non ha alcun piano di riserva qualora Trump dovesse decidere di utilizzare la tecnologia analogica.

Il gruppo di volo

La classe Ford imbarca due squadroni da dieci a dodici F-35C Joint Strike Fighters, due squadroni da dieci a dodici F / A-18E / F Super Hornets, cinque EA-18G Growler, quattro E-2D Hawkeye e due C-2 Greyhound (V-22 Osprey). La classe Ford è già predisposta per lo Stingray MQ-25, il prossimo caccia puro di sesta generazione della Marina ed il nuovo drone intercettore.

Per la US Navy, le forze navali della Marina devono includere almeno 11 vettori aerei operativi.

Il finanziamento per la quarta portaerei classe Ford sarà annunciato a breve. La proposta di una nuova classe di mini portaerei (high-low mix) da schierare nei contesti dove non è richiesto il grado tecnologico della classe Ford, non avrà seguito.

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