Usa: le deputate sono molto meno degli uomini, ma molto più brave

Uno studio universitario dimostra come siano migliori dei colleghi maschi sia per il numero di proposte di legge presentate che di fondi ottenuti per i propri distretti elettorali

Altro che quote rosa. Negli Stati uniti, patria della competizione e del merito premiato, sono le donne a dimostrare di avere una marcia in più. Le parlamentari americane, infatti, sono molto meno degli uomini, appena il 17 per cento. Ma, e qui sta la vera notizia, sono molto più brave dei loro colleghi maschi. Questioni di opinione? Nemmeno per sogno. Numeri. Presentano più proposte di legge e riescono a raccogliere più soldi per i loro distretti elettorali e per il finanziamento dei loro partiti. Questo è quanto risulta da uno studio congiunto delle università di Stanford e di Chicago e pubblicato dal sito internet "Politico.com."
La ricerca esamina i risultati ottenuti dalle parlamentari tra il 1984 e il 2004. Negli Usa viene dato grande spazio alle statistiche e in particolare a quelle che riguardano i soldi che ogni singolo deputato riesce a strappare dal bilancio federale a favore del proprio Stato, quello che lo ha eletto. Così si scopre che in media le donne sono riuscite a reperire il 9 per cento di risorse in più degli uomini, da spendere nella propria circoscrizione elettorale.
Il sito fa l'esempio di Judy Biggert. Durante i suoi due mandati a Washington, il suo distretto, nell'Illinois, ha ricevuto dai fondi federali 382 milioni di dollari. Ben 70 milioni in più di quanti ne avesse raccolti, nello stesso periodo di tempo, il suo predecessore, Harris Fawell.
Evidentemente la raccolta dei soldi può dipendere da molti fattori, come l'autorevolezza del parlamentare, la sua notorietà o l'incarico che gli è stato affidato in Parlamento, se presiede una commissione importante o meno. Tuttavia chi ha svolto la ricerca assicura che ogni dato è stato depurato da queste variabili, ed è il frutto di analisi comparate tra casi simili, differenti solo per il sesso dei deputati.
Per decenni le donne elette al Congresso Usa non hanno mai superato la quota del 2 per cento. Negli ultimi tempi c'è stato un piccolo incremento, ma il divario con gli uomini resta abissale: oggi le parlamentari sono il 17 per cento, erano il 3 per cento nel 1979. Molti ricercatori ritengono che la bravura delle donne in politica sia in qualche modo legata alla loro scarsità numerica. Quelle che entrano a Capitol Hill, spesso sono le più motivate della loro generazione, quelle che sono riuscite a convincere con la loro grinta tutti i dubbiosi sulle loro reali chances di vittoria alle elezioni.
Anche una volta elette, secondo la ricerca, le donne, a differenza degli uomini, devono continuare a dimostrare di essere le migliori, di meritare la fiducia degli elettori. Un fenomeno che Judy Biggert, capace di battere due volte cinque uomini nel suo collegio, spiega così: "Ogni volta che ci presentiamo alle elezioni, ci sentiamo chiedere: "Continuerai a essere abbastanza forte e combattiva come lo sei ora? Riuscirai a fare ancora i nostri interessi?". Questo è sempre il modo con cui veniamo trattate. Ormai sono costretta a lavorare tre o quattro volte di più dei miei colleghi uomini".

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