Più o meno come le falene. Gli esseri umani, benché compiutamente pensanti, sono attratti fatalmente dalle luci, che siano quelle di Broadway, di una pubblicità a schermo gigante o infine quelle - più vicine e insidiose - dei negozi. Ecco perché la scrittrice francese Annie Ernaux (Premio Nobel per la Letteratura 2022), decise di scrivere un diario sul mondo dell'ipermercato. Da quell'osservazione acuta uscì "Guarda le luci, amore mio", oggi declinato in testo teatrale nell'adattamento (con Lorenzo Flabbi) della regista Michela Cescon, con una coppia di protagoniste come Valeria Solarino e Silvia Gallerano. In scena al Teatro Carcano fino al 22 marzo, la pièce vede le due attrici interpretare sul palco il medesimo ruolo. "Siamo la stessa persona, che è poi l'autrice Annie Ernaux in missione nell'universo dell'acquisto. spiega Valeria Solarino - Si potrebbe dire che io e Silvia Gallerano interpretiamo un monologo a due. Ci sono momenti in un cui una vuole fare qualcosa e l'altra metà la riporta all'ordine. In scena siamo divise tra l'ipermercato, il luogo, o forse sarebbe meglio dire il non-luogo d'osservazione, e la casa dove la scrittrice scrive il suo diario di impressioni". Un diario il più possibile oggettivo. "Ernaux - prosegue Solarino - non si concede una facile condanna moralistica. In ciò che lei racconta non c'è giudizio. Ovvio che alla fine si senta l'alienazione del nostro stile di vita e il trionfo del consumismo".
Il rito della spesa è solipsistico: "Si può arrivare alla cassa senza aver alzato lo sguardo. spiega l'attrice - Ti accorgi degli altri solo quando sei in fila e magari sbirci nella loro vita, che è poi il carrello. In fondo nel carrello ci siamo noi, e devo dire che, come attrice, qualche volta riconosciuta mentre faccio la spesa, quello sguardo finale tra le cose ho comprato, mi fa sentire un po' nuda. Un esempio? Io amo molto cucinare, e il fatto che qualcuno avvisti un surgelato e pensi che mangio male, un po' mi condiziona". Andare in scena con la regia di Michela Cescon ha, per Valeria Solarino, un sapore speciale: "Entrambe studiavamo al Teatro Stabile di Torino, lei era più grande di me e già la stimavo e seguivo. Il bello è che alla proposta ho detto subito sì e poi, alle prove, mi sono detta: e ora come si porta in scena un racconto del genere?". Tra i progetti futuri, Valeria Solarino ha naturalmente in agenda sia set sia palcoscenico: "Tornerò nella serie di Rocco Schiavone, la settima.
In primavera partono le riprese - conclude l'attrice torinese - E poi in teatro proseguirò "Perfetti sconosciuti", un adattamento dal l'omonimo film che, imprevedibilmente, nel passaggio dallo schermo al palco ha mantenuto tutta la sua forza".