Al via Vallettopoli-bis: sfilano le vittime-vip Le foto sfascia famiglia

Iniziano, a Milano, gli interrogatori ai &quot;bersagli&quot; famosi per smascherare i presunti ricatti dei fotografi. <strong><a href="http://stage.ilgiornale.it/a.pic1?ID=417113">Leggi i verbali di Parpiglia, &quot;socio&quot; di Corona</a></strong>: &quot;Le foto sfascia-famiglie valgono 50milaeuro&quot;

Milano - Diceva Fabrizio «Bicio» Pensa, il grande accusatore, che «Corona l’ha fatta diventare come se fosse una professione, cioè ci fa diventare come se fossimo dei cecchini». Così, il fotografo che fu al soldo del re dei paparazzi, metteva a verbale davanti al pm Woodcock poco meno di un anno fa. E ora, a quasi un anno di distanza, un altro pubblico ministero - il milanese Frank Di Maio - inizia la caccia ai cecchini. Partendo dai loro bersagli. Il tutto, lontano il più possibile dai riflettori.

Ma più la procura alza il livello della riservatezza, più sale la febbre dei media. E maggiore è la fibrillazione di tv e giornali, più gli investigatori si chiudono a riccio. Tra ipotesi e smentite, si rincorrono le voci su chi siano i vip (industriali, politici, sportivi) disposti a pagare cifre dai quattro zeri in su per ritirare dal mercato gli scatti compromettenti. I magistrati, però, tirano il freno a mano. Primo, negando che siano già state sentite le vittime delle presunte estorsioni (e solo oggi dovrebbero iniziare gli interrogatori). Secondo, ribadendo come l’indagine verrà condotta «sulla base elementi concreti», e senza «inseguire voci o indiscrezioni».

«Nomi grossi», si dice. Il primo a uscire è stato quello di Lapo Elkann. Il rampollo di casa Agnelli avrebbe pagato 300mila euro per togliere dal mercato un servizio che lo ritraeva l’estate scorsa al Bois de Boulogne, un parco di Parigi, in compagnia di un trans. E sempre Lapo (come documenta il settimanale Oggi) viene ritratto mentre rientra nella sua Ferrari gialla, parcheggiata in una via periferica di Milano, sotto un condominio abitato da alcuni viados. Immagini, in realtà, per nulla compromettenti (si vede l’auto, un portone, il giovane Elkann che esce dal palazzo e corre verso la macchina) per le quali nulla è stato pagato. Così, i magistrati milanesi non sembrano intenzionati ad acquisire questi scatti.

Ma di nomi ne circolano anche altri. Dall’ex direttore del Corsera Paolo Mieli, fotografato in un ristorante romano in compagnia di una giovane donna, al conduttore di Annozero Michele Santoro in compagnia di Beatrice Borromeo, all’immobiliarista Stefano Ricucci immortalato con l’attrice Natalia Bush, fino a (sembra) due imprenditori legati al mondo del calcio. In ogni caso, si tratta di servizi mai pubblicati. E, sullo sfondo dell’inchiesta, la figura di Alfonso Signorini, direttore della rivista Chi, nel mirino di Di Maio per il suo presunto ruolo di «mediatore interessato» tra paparazzi e paparazzati.

E mentre ieri, a Torino, Corona non si è presentato in aula per il processo che lo vede imputato di estorsione ai danni del calciatore David Trezeguet, Vallettopoli-bis procede sotto traccia. Per ora, come fosse un bunker. In cui le voci corrono più dell’indagine.

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