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Lascia stare i santi (e vale per tutti)

Papa Prevost ha detto, con il garbo apostolico di chi parla davvero in nome di Cristo, quello che da noi più prosaicamente ripete il detto "gioca coi fanti e lascia stare i santi"

Lascia stare i santi (e vale per tutti)
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Più potente dell'attacco di Donald Trump a Papa Leone XIV, il primo pontefice americano della storia della Chiesa, è stata la sapiente replica di Sua Santità. Poche parole, dal tono perfino evangelico, pronunciate dai luoghi dove, nel silenzio dell'Occidente, e in particolare dell'Europa, per mano dei fanatici islamisti muoiono i cristiani. Quelli a cui non pensa nessuno. Tantomeno la nostra politica che pensa solo al derby Iran-Stati Uniti, salvo quando all'improvviso da Washington The Donald la spara più grossa persino di lui e del Paese che rappresenta. Papa Prevost ha detto, con il garbo apostolico di chi parla davvero in nome di Cristo, quello che da noi più prosaicamente ripete il detto «gioca coi fanti e lascia stare i santi». Nessuna parola che non avrebbe potuto pronunciare in chiesa, perché davvero Leone non intende il politico come chi odia l'altro per una idea diversa, ma come chi cerca la pace fra idee diverse. Tutti si sono indignati qui in Italia, mi auguro che sia in difesa davvero del Papa e non del talk show da batteria in cui un partito o quell'altro hanno spedito chicchessia.

E mi auguro soprattutto che quella sinistra, che difende chi massacra anche il popolo di Leone, si ricordi del proverbio popolare anche quando il capo della Chiesa dice qualcosa che non le va a genio, a partire dall'aborto. Perché le parole di Prevost a Trump, «io non sono un politico», valgono per tutti. Non solo quando fa comodo.

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