Dopo giorni di mezze parole, il sindaco Letizia Moratti esce allo scoperto sulla questione della bonifica di Santa Giulia e sullacquisizione delle aree Expo. Per rispondere ai quesiti sul quartiere dei veleni, sfodera le carte. Ci si era chiesti se Arpa avesse effettuato o meno le bonifiche, se avesse riscontrato delle anomalie e dove. «Secondo i dati che ho verificato con i miei uffici, a ogni lotto bonificato è corrisposta una dichiarazione dellArpa per lavvenuta bonifica», mostra i documenti il sindaco. Si tratta di «quattro note o verbali che lArpa ha inviato e con cui dichiara lavvenuta bonifica, fino al procedimento di chiusura. Da questi si vede che non ci sono rilievi da parte dellArpa». Cosa significa? «È lArpa che deve dire se ci siano problemi e lArpa ci dice in una nota ufficiale che considera chiuso il procedimento di bonifica». Eppure «secondo lArpa - si legge nel documento di sequestro preventivo dellarea - emerge sia dai monitoraggi eseguiti sulle acque durante i lavori di bonifica, sia da quelli successivi svolti durante la fase post operam, che non si è tenuto conto della falda sospesa benché se ne conoscesse lesistenza sia da parte del Comune di Milano sia da parte dei privati. Gli scavi effettuati, che dovevano servire alla costruzione degli edifici (...), in realtà sono stati in parte abusivamente ricolmati con rifiuti».
Rilancia laccusa al mittente, lAgenzia regionale per la protezione dellambiente: «Non sono assolutamente giustificabili frettolose dichiarazioni basate su dati quanto meno parziali. Gli atti e i verbali prodotti e trasmessi al Comune, infatti, non sono quattro ma decine e decine, ed attestano puntualmente i controlli effettuati nella fase di bonifica».