Vendute nei night a «luci rosse»

Dopo averle reclutate in Romania, le mandavano a lavorare a Roma. D’estate lungo i viali del quartiere Aurelio e in zona Eur-Laurentina, d’inverno nei night a luci rosse. Per tutte base in alcuni appartamenti di Ladispoli. Dieci ordinanze di custodia cautelare per altrettanti malavitosi per reati che vanno dallo sfruttamento della prostituzione ai maltrattamenti in famiglia e lesioni personali gravi. Il blitz, mandato di cattura alla mano, all’alba di ieri al termine di una lunga indagine dei carabinieri delle stazioni di Passoscuro e Torrimpietra, allertati dal via vai di giovani dell’Est per le strade del territorio. Al pm della Procura di Civitavecchia Margherita Pinto bastano le prime informative, la scorsa primavera, per dare il via libera a pedinamenti e intercettazioni. Un lavoro complesso, coordinato dai carabinieri della cittadina portuale, ma che in poche settimane permette di tracciare un vero e proprio organigramma dell’organizzazione criminale. I militari seguono ogni mossa dei «caporali», dal momento dell’arrivo in Italia delle donne, tutte giovanissime. «Qui le ragazze ricevono supporto logistico e protezione - spiega il capitano dei carabinieri Lorenzo Ceccarelli, comandante della compagnia di Civitavecchia - nonché direttive sull’attività da svolgere e le zone dove esercitare».
Una gang con ruoli ben definiti per ogni componente, a cominciare dal capo, la mente della banda, che fornisce indicazioni sui luoghi, sulle modalità di gestione delle ragazze e sul comportamento da tenere con gli estranei. Tariffe e ricavati, ovviamente, in mano ai balordi che controllano la cassa comune. Ma è uno di loro, addetto alla sicurezza in due discoteche di Cerveteri e Ladispoli, a permettere alla banda di allargare il raggio d’azione nei locali alla moda. Proprietari dei circoli privati due italiani, arrestati assieme agli altri. In manette, dunque, tre pregiudicati romeni di 29, 31 e 35 anni, R.M.I., O.I. e V.I.F., poi B.S., 40 anni italiano, accusato di aver più volte picchiato la convivente, la romena A.A., 21 anni, a sua volta arrestata per aver sfruttato due connazionali di 18 anni; D.B.C. e L.C.T., italiani di 67 e 62 anni, anche loro arrestati per sfruttamento della prostituzione. Irreperibili, infine, gli ultimi tre banditi: il romeno B.G.E. e due compari italiani che si sono dati alla latitanza.
Secondo gli inquirenti l’organizzazione non tralasciava nulla, occupandosi anche di portare le «dipendenti» sul posto, recuperarle a fine serata, fornire loro assistenza in caso di problemi. Fra gli indagati una giovane prostituta che, sebbene fosse indipendente, fungeva da procacciatrice di escort di lusso, da utilizzare in occasioni particolari e con clienti di un certo spessore.
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