Venuti a galla 73 miliardi con le edizioni 2001 e 2002

Le precedenti edizioni dello scudo sono state un successo per l’Erario. Con i provvedimenti varati nel 2001 e nel 2002 dall’allora ministro del Tesoro, Giulio Tremonti, erano emersi 73,1 miliardi di euro, che hanno comportato un gettito pari a 2,1 miliardi di euro. In questa edizione il governo ha previsto un’aliquota del 5% e non ha voluto fare previsioni sul gettito, causa «l’assoluta imprevedibilità dei soggetti interessati e l’indeterminabilità della distribuzione temporale del gettito tra il 2009 e il 2010».
Ecco allora un riepilogo sui numeri dei primi due scudi fiscali su dati forniti dall’Ufficio italiano Cambi-Bankitalia. Lo scudo 2001 prevedeva un’aliquota del 2,5% sull’importo dichiarato tra il novembre 2001 e il giugno 2002 ai fini del rimpatrio e della regolarizzazione. Con il primo scudo sono emersi 54,6 miliardi di euro, pari a 33,2 miliardi per i rimpatri e a 21,4 miliardi per le regolarizzazioni.
Lo scudo 2002 prevedeva invece un’aliquota più alta pari al 4% applicata sempre sull’importo dichiarato. Tra il gennaio e l’ottobre 2003 sono emersi 18,5 miliardi (10 miliardi i rientri e 8,5 miliardi le regolarizzazioni). Le operazioni, o segnalazioni, sono state poco più di 80mila, per un valore medio di 536mila euro l’una. Nella quasi totalità dei casi (96,3%) si trattava di operazioni di chiusura di conti correnti e depositi. Al primo posto tra le casseforti straniere, c’era la Svizzera, seguita da Germania, Lussemburgo, Usa, Francia 1,62 e Principato di Monaco. Per le regolarizzazioni - comprendenti attività più diversificate, beni immobili inclusi - era ancora in testa la Svizzera, seguita da Lussemburgo, principato di Monaco e San Marino.
Oltre tre quarti dei capitali in rientro sono passati per intermediari delle regioni del Nord Italia. Primo posto assoluto alla Lombardia con il 64,9% (28,04 miliardi), e a seguire il Piemonte (7,9%, 3,39 miliardi) e il Veneto (6,2%, 2,67 miliardi).

Commenti

Grazie per il tuo commento