Un museo di arte e archeologia a cielo aperto

Dalle Grotte di Catullo al Vittoriale, passando per l'arte rupestre e la fotografia di Giacomelli

Un museo di arte e archeologia a cielo aperto
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Come un museo diffuso a cielo aperto, la provincia di Brescia raccoglie siti archeologici, castelli e fortificazioni; pievi, abbazie, chiese; mostre e musei. Un piccolo grande tesoro da poter ammirare lungo itinerari che, a cavallo tra arte e storia, si immergono nel paesaggio, offrendo vacanze en plein air che uniscono natura e cultura.

Tra le mete clou, l'area dell'Arte Rupestre della Val Camonica. Prima realtà italiana a essere entrata nella lista del Patrimonio Mondiale Unesco, nel 1979, è una straordinaria galleria all'aria aperta. Si estende per 70 km, raccoglie oltre 200mila simboli e figure intagliate nella roccia nel corso di un periodo di circa 8mila anni. Si tratta di una delle più ampie collezioni di petroglifi preistorici a livello mondiale.

Non da meno la Valle dei Segni che, formata da 180 siti distribuiti tra il lago d'Iseo e Ponte di Legno, conserva 12mila anni di storia, dalla fine del Paleolitico Superiore all'Età del Ferro.

Altra destinazione di valore storico sono le celebri Grotte di Catullo, a Sirmione, tra le più suggestive aree archeologiche italiane, complice anche la location. Perché il complesso, che rappresenta l'esempio più grandioso di villa romana presente nel Nord Italia, si estende per due ettari, è circondato di verde e costellato di ulivi. Sempre a Sirmione si trova un capolavoro di architettura militare duecentesca: il Castello Scaligero.

Diverso per impronta storico-artistica, il Vittoriale degli Italiani, a Gardone Riviera. Si tratta della casa-museo di Gabriele D'Annunzio. Da non perdere, poi, la Rocca di Lonato del Garda. Non solo perché riconosciuta Monumento nazionale o perché è al centro del complesso della Fondazione Ugo Da Como, che comprende anche la Casa del Podestà, con collezioni d'arte, antichi arredi e straordinaria biblioteca. Ma anche perché ospita fino al 29 ottobre un'interessante retrospettiva dedicata a Mario Giacomelli, tra i maestri della fotografia italiana del Novecento. Dulcis in fundo, la Rocca d'Anfo, gioiello incastonato tra il lago d'Idro e il monte Censo. Eretta nel XV secolo, è una costruzione imponente, composta da batterie, mura, torri, caserme.

Si raggiunge lungo tre itinerari guidati - Percorso Napoleonico, Percorso Panoramico e Percorso dalla Serenissima al Regno d'Italia di diversa lunghezza e si può visitare. Accedendo, si scoprono gli ambienti più d'impatto, come la zona veneziana vicino al lago, gli alloggi della parte napoleonica, l'osservatorio e il punto panoramico del Belvedere.

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