Ieri mattina abbiamo viaggiato dalla stazione ferroviaria di Milano Lambrate a quella di Treviglio e poi fino a Bergamo e ritorno, un tragitto normale sulle linee Trenord osservato però con uno sguardo diverso. Insieme ai colleghi della Rai e al personale dell'azienda, abbiamo infatti toccato con mano il nuovo fronte della sicurezza: le bodycam in sperimentazione e i presidi "Alto Impatto". Il colosso di Trenord gestisce circa 2mila400 treni al giorno, quasi il 30% del servizio regionale nazionale, sfiorando i 500mila passeggeri nei weekend tra pendolari, turisti e gite scolastiche. Basta poco un controllo biglietto, un rifiuto o un gruppo euforico per far salire la tensione adesso che, dopo il Covid, la conflittualità sui convogli è aumentata, trasversale per età e aree. La risposta principale sono le bodycam, partite a metà febbraio 2026 sui collegamenti Malpensa e Valtellina in occasione delle Olimpiadi Milano-Cortina e ora estese a tutta la rete. Coinvolgono 40 volontari tra capitreno, coordinatori di linea e operatori Security. Le bodycam non registrano in continuazione: si attivano manualmente solo quando necessario. Le immagini arrivano in diretta alla Control Room H24, che può allertare immediatamente la Polizia Ferroviaria. A bordo viene diffuso l'annuncio "Possibile utilizzo di bodycam" per informare e rafforzare la deterrenza.
I primi feedback sono positivi: effetto deterrente evidente e maggiore percezione di sicurezza per viaggiatori e personale.
Accanto alle bodycam opera "Alto Impatto": team misti di Security Trenord, Assistenza, capitreno, macchinisti, FS Security, Guardie Giurate e Polfer effettuano presidi straordinari in stazione e sui treni selezionati, con controlli mirati sui titoli di viaggio.
Sulla Treviglio-Bergamo abbiamo visto i team all'opera. La presenza visibile rassicura i passeggeri regolari e scoraggia chi viaggia senza biglietto, facendo respirare anche il capotreno che di solito lavora da solo.
Fabrizio Di Staso, responsabile Funzione Security Trenord, sottolinea che la sicurezza deve essere partecipata: Trenord non sostituisce le forze dell'ordine, ma collabora con Polfer, Regione e Prefetture in un sistema coordinato. "Su questi treni potrebbe viaggiare nostra madre, nostra sorella, ci sentiamo responsabili come se fosse sempre così" ci spiega. E anche i sindacati, e non è poco, sono molto soddisfatti: "Il protocollo della sicurezza tra Trenord e le Organizzazioni sindacali è stato siglato nel 2023, ma c'è ancora molto da lavorare e il confronto è costante. Siamo nella giusta direzione, continueremo a sostenere le iniziative in questo senso nell'interesse dei nostri lavoratori e dell'utenza" spiega Antonino Filocamo, Segretario regionale Uil Trasporti Lombardia Attività Ferroviarie.
La Control Room centrale integra segnalazioni via App, telecamere fisse e bodycam. L'azienda lavora in sinergia con i sindacati e con i protocolli "Stazioni Sicure", ma l'obiettivo non è blindare i treni, bensì rendere il viaggio più ordinato e percepito come sicuro. La sperimentazione delle bodycam continuerà valutando deterrenza, feedback e aspetti tecnici.
Se i risultati resteranno positivi, sarà ampliata. Perché violenza e ostilità non spariscono per decreto, ma si possono contenere con presenza costante, tecnologia mirata e vera collaborazione. Trenord ci sta provando, e sul treno di oggi qualcuno l'ha notato.