Violenza Ancora botte alla Lega mentre festeggiano il 30 giugno

Trenta giugno, la data è la stessa, l’ora anche, il luogo quasi. Tra dieci giorni Genova ricorderà la violenza di piazza che impedì al Movimento Sociale Italiano di tenere un regolare congresso autorizzato, scatenò una rivolta in tutta Italia che portò sangue e morti in molte piazze, fece cadere il governo democratico guidato da Fernando Tambroni. Ma questa volta l’iconografia classica, quella della «violenza giusta» perché di sinistra, non sarà l’unica a trovare spazio a Genova. A pochi metri da piazza De Ferrari, sede degli scontri di 50 anni fa e delle rievocazioni «ufficiali» di oggi, ci sarà un convegno che ha l’obiettivo di ristabilire la verità storica di quei momenti terribili. Organizzato dal circolo culturale «Destra Domani», si contrapporrà con una serie di interventi e documenti d’archivio alla ricostruzione di parte preparata con il contributo anche economico delle istituzioni.
Non solo. La risposta alla violenza verbale con cui è stata presentata la rievocazione del 30 giugno 1960 e l’auspicio di una nuova stagione di rivolta di piazza arriva anche nelle aule di giustizia. Gianni Plinio, cresciuto nelle file del Msi, annuncia infatti un ricorso alla Corte dei Conti per i 20mila euro spesi dalla Regione. (...)

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