Virus A: fra un mese il vaccino

Gravi due persone a Roma e nel Mantovano In Italia le vittime dell’influenza sono 2.186

Virus A: fra un mese il vaccino

Il virus A/H1N1 colpisce ancora. E lo fa dopo che il Consiglio Superiore di Sanità ha dato parere favorevole alle richieste, avanzate dal ministero della Salute, sulla possibilità di vaccinare le donne in gravidanza nel secondo o terzo semestre e i bambini dai 6 mesi ai 17 anni di età. Intanto però altre due persone fanno aumentare il bilancio dei soggetti colpiti dal virus. Un uomo di 35 anni è ricoverato al Centro di rianimazione dell’azienda ospedaliera Carlo Poma di Mantova. Il 6 settembre l’uomo si era presentato al nosocomio accusando sintomi influenzali, successivamente evoluti in polmonite causata da un’infezione batterica. Inizialmente ricoverato in pneumologia, il paziente è stato poi trasferito in rianimazione e sottoposto a diverse cure, tra cui il supporto della respirazione mediante ventilazione meccanica. Il caso è stato trattato in modo tempestivo dal personale medico dell’ospedale e le condizioni del giovane sono stabili. Più grave invece, la situazione di uomo di 41 anni, da una settimana ricoverato all’ospedale San Camillo di Roma. Il paziente, in prognosi riservata, «è malato di leucemia - ha spiegato il direttore generale del nosocomio capitolino, Luigi Macchitella - e la immunodepressione dovuta alla malattia del sangue di cui è affetto ha potenziato, naturalmente, le conseguenze del virus sul suo organismo».
Secondo i dati ministeriali, salgono dunque a 2.186 i casi di persone influenzate, e tra questi si è registrato un unico decesso e due ricoveri in rianimazione. «I casi di complicanze - si legge in una nota dell’azienda ospedaliera Carlo Poma di Mantova - sono comunque inferiori per questo tipo di influenza rispetto a quelli determinati dalle influenze stagionali».
Resta tuttora in coma farmacologico e non è ancora fuori pericolo la donna di 46 anni ricoverata il 10 settembre all’ospedale Papardo di Messina, dopo che il virus le aveva causato una grave insufficienza respiratoria. «Il quadro clinico è migliorato - ha riferito il direttore generale del nosocomio messinese, Armando Caruso - speriamo che nei prossimi giorni ci siano altri miglioramenti in modo da proseguire verso la guarigione».

Nonostante le rassicurazioni dei medici e gli inviti da parte delle istituzioni a «evitare allarmismi», l’incidenza resta il dato più preoccupante della «nuova influenza», così come la velocità di contagio e la «predilezione» per i più giovani. Permane la preoccupazione per quei casi che si trasformano in rare forme di polmonite virale acuta primaria, ma il governo si dichiara «realmente attrezzato per affrontarle». Il rischio di psicosi collettiva resta comunque alto in vista del picco influenzale di dicembre. Per far fronte a ciò, il governo ha stanziato 400 milioni di euro per la campagna di vaccinazione. «Appena possibile vaccineremo la popolazione - ha dichiarato il viceministro alla salute, Ferruccio Fazio - perché quando arriverà il picco vogliamo essere pronti». La vaccinazione partirà tra il 15 ottobre e il 15 novembre e coprirà almeno il 40% della popolazione. Nonostante le scuole abbiano riaperto normalmente e mentre si registrano episodi di eccessiva paura, il governo resta sull’attenti. «Entro una settimana - ha dichiarato il ministro all’Istruzione, Mariastella Gelmini - emanerò un’ordinanza che riguarda le eventuali chiusure di singole classi o di scuole nel caso in cui la pandemia assuma aspetti preoccupanti. Saranno comunque le Asl a valutare caso per caso». Panico no, ma la prudenza è d’obbligo.