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"La vita è l'arte senza fine di sperimentare sempre"

Poeta, regista, attore, psicomago e sciamano: Alejandro Jodorowsky, "l'ultimo dei surrealisti", a 97 anni si confessa

"La vita è l'arte senza fine di sperimentare sempre"

Quando il Maestro apre le porte di casa è sempre un'esperienza che va dritta al cuore. Nel suo elegante appartamento parigino, le pareti sono piene di libri, e molti portano la sua firma: dalle novelle e antologie poetiche, ai saggi sul tarot e sulla psicomagia, sino ai fumetti che hanno rivoluzionato il genere. Tante anche le opere d'arte, statue e monili che piano piano iniziano ad animarsi e diventare personaggi di questa grande esperienza poetica e teatrale che è un'intervista con Alejandro Jodorowsky.

Artista, poeta, regista, mimo, scrittore, attore, sciamano, psicoterapeuta. Anzi psicomago. Jodorowsky è uno dei massimi visionari della nostra epoca: 97 anni di vitalità. Ritenuto l'ultimo grande surrealista, da sempre rifiuta ogni limitazione dettata da un'etichetta. Per capirlo, o meglio ancora per farne un'esperienza personale, è bello allora perdersi tra le mille pagine di un'opera immensa che Taschen ha voluto per onorare un artista che danza oltre il confine della convenzione: Art sin fin. Arte senza fine, un libro che ripercorre la traiettoria del Maestro franco cileno, dai ritratti familiari d'archivio, le fotografie delle performance teatrali e dettagli dei film di culto: El Topo e La Montagna Sacra, passando per il progetto di Dune.

Ho potuto sfogliare Art sin fin presso Taschen a Parigi. Più che un libro è una valigia. La apri ed escono pagine di diario, fumetti, schizzi e frasi che fanno riflettere.

"Difficile definire quale sia il grande viaggio della vita, perché questo viaggio si fa da soli. Ci sono molti passi che uno compie e ogni volta appare qualcosa di nuovo. È una libertà assoluta. Generalmente, crediamo che il grande percorso sia ripetere gli atti con una specie di ritmo, ma in realtà, non ci sono gabbie, bensì un uccello libero di volare".

Cosa suggerisce al lettore?

"Dipende da come si sente perché cambia ogni giorno. Apri e trovi ciò che vuoi: toccare, ballare, volare. Puoi mostrarti come un grande saggio oppure come colui che si conosce per la prima volta... Io mi scopro, ma non sono il solo. È un libro che serve per scoprire se stessi".

Un libro da sfogliare secondo il proprio sentire?

"È arte che non ha fine. Quindi conservalo, tienilo lì e vivilo".

Art sin fin: la vita come ricerca artistica senza fine?

"La vita non è una ricerca. È ricevere il dono: essere vivi. Sperimentare. Cresco nella misura in cui posso dare. Cosa posso offrire oggi? È questo che stiamo facendo: trovare un modo di vivere che ci permetta di creare".

Essere artista è un modo di essere liberi nella società attuale?

"Certo, ma bisogna essere artisti. Quando una persona entra davvero in azione, in quel momento cerca dentro di sé l'azione che sta compiendo e il perché. Perché sono grande, grande oppure piccolo, piccolo? Sono bambino e sono adulto. Sono tutto. È di questo che stiamo parlando: raggiungere il tutto. Ciò che trovo lontano è totalmente dentro il mio cuore. Allora comincio a vivere".

Si può raggiungere la verità?

"La verità parla. Cerca di arrivare a te, non il contrario. Siamo pescatori, ma non di pesci: di verità".

Che cosa ha capito della vita in questi 97 anni straordinari?

"La vita ha compreso me. Io non voglio comprendere la vita. Voglio che mi comprenda".

Nel libro c'è una scritta a caratteri cubitali: il vero amore è per sempre. Quanto è difficile amare oggi?

"Questa è un'azione dell'inconscio che produce amore per tutto. È amore per il tutto".

Sempre in tema di relazioni, troviamo uno schizzo: un uomo e una donna di spalle in un lago di lacrime, e la didascalia "schiena contro schiena si lamentano di affogare da soli". È la condizione odierna?

"Consiglio di comprarsi un paio di occhiali e non vedere il male. Così vedrai ciò che ti dà forza: l'energia vitale. La cosa più bella che abbiamo - uomo o donna, bambino, gigante o nano - è la vita".

Scegliere cosa vedere: è questo che intende?

"Sento ciò che vedo. Ciò che non sento non lo vedo. E come lo vedo? Scegliendo chi mi vede. Chi mi vede, io lo vedo. È una relazione tra due punti: ciò che io vedo mi vede, e ciò che mi vede io lo vedo".

Scrive: "Le cose non valgono per il tempo che durano, ma per le tracce che lasciano". Quale la cosa più cara che sta lasciando al mondo?

"Tutto quello che ho fatto. Con Pascale (sua moglie, ndr) abbiamo fatto anche un gioco di carte. Al centro dell'opera 4 PascALEjandro, accompagnate dall'aforisma Dalla morte alla vita. La serie, intitolata 4 verità, è divisa in 4 parti: dalla solitudine alla presenza, dalla falsità alla purezza, dalla madre alla maturità, dall'assenza alla rinascita. Ricordano le figure dei tarocchi: il matto, l'eremita, la casa di Dio, la madre, la protezione del desiderio femminile e della creatività. Alla fine, un nudo che passa dall'oscurità alla luce, nella sua piena verità. Essere nudi non significa togliersi i vestiti".

Si intende nudità emotiva?

"Esatto. Ciò che cerco è spirituale".

Accennava all'importanza del clown nella sua opera.

"Sin da bambino andavo al circo. I clown arrivavano e non ero contento. Perché quei pagliacci stavano solo guadagnando il loro pane con piccole azioni in piccole città. Solo più tardi ho capito che il circo è un tempio che porta la risata. Che cos'è la risata? È la gioia di vivere. Essere vivi: questa è la gioia. Migliaia di persone non vivono davvero la vita. Vivi la vita. Vivi la tua vita. Non preoccuparti. Vivrai e poi te ne andrai come un piccolo animale danzante".

Quale atto psicomagico farebbe oggi per guarire le grandi ferite di questo secolo? La guerra, la solitudine, la mancanza di senso.

"Mi sono dedicato per molti anni alla psicomagia. Un atto psicomagico significa trovare un gesto che cambi la tua vita quando questa non va bene".

La possibilità di un'arte che guarisce attraverso i simboli.

"Questo è il tempo di accettare che la vita sta davvero cambiando. Basta con le tragedie. Appartengono al passato e lì dobbiamo lasciarle, consapevoli che non valgono più. Vale ciò che sta succedendo adesso. Stiamo entrando in qualcosa di nuovo e non dobbiamo rifiutarlo.

Ogni domenica, con l'aiuto di Pascale, offro una sorta di rinascita del pensiero (le mani del Maestro cominciano a muoversi in un grande mimo, così come la voce che simula suoni, rumori, il canto di un uccello). Bisogna ascoltare la vita: qui hai due entrate (indica le orecchie), la vedi, l'annusi la vita, la tocchi, la gusti".

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