Una voce dall’Apollo 13: «Houston abbiamo un problema»

«Houston abbiamo un problema», una frase entrata nella storia. L’astronauta che la pronunciò, John Swigert, non poteva immaginare il rischio che stava correndo in quel momento insieme ai suei due compagni di missione, James Lowell e Fred Haise. Uno dei due serbatoi dell’ossigeno liquido delle celle a combustibile della navicella Apollo 13 era infatti scoppiato, lasciando l’equipaggio senza energia, abbandonato a se stesso nel buio cosmico. I tecnici calcolarono che l’Apollo 13 avrebbe orbitato per l’eternità intorno alla Terra, trasformandosi in una tomba spaziale per i tre astronauti. Fortunatamente la traiettoria del mezzo fu corretta dal centro Nasa terrestre e il ritorno a casa andò a buon fine. La verità si saprà solo 30 anni dopo quel fatidico 13 aprile 1970: l’Apollo 13, in realtà, dopo due orbite intorno alla Terra e alla Luna era destinato a schiantarsi in un punto imprecisato del nostro pianeta. Ed era stata prevista anche la data dell’impatto: il 20 maggio. Fortunatamente, però, la strage fu evitata.
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