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«Voglio l’Euroleague, poi magari il Barça»

Stasera le semifinali di Europa League, dalle 21,05 diretta Mediaset: Porto-Villarreal (Premium calcio 1) e Benfica-Braga (Pc2). E' la grande stagione del Portogallo, con tre semifinaliste: quattro anni fa l'ultima finale con un solo paese rappresentato (Spagna, Siviglia-Espanyol); quando si chiamava coppa Uefa l'Italia la monopolizzò quattro volte, Inghilterra e Germania una.
Giuseppe Rossi, come si sente da unico azzurro sopravvissuto in Europa?
«E' una bella soddisfazione. Anche una responsabilità».
La sfida di Oporto vale anche per il trono del gol: 11 reti per l'attaccante colombiano Falcao, 10 per lei.
«La doppia cifra di per sè non è appagante, importa arrivare in finale. Spero di trovare il Braga del ds Fernando Couto, mio compagno a Parma».
Villas Boas è stato vice di Mourinho, a 34 anni ha vinto il titolo lusitano con 5 giornate d'anticipo. Piace molto anche in Italia.
«Ne sento parlare tanto, in effetti è bravo e ha un'età in cui generalmente si gioca ancora. Ci aspettiamo qualche alchimia tattica».
L'ex ct Marcello Lippi si è pentito di averla esclusa dal Mondiale: «E' un professionista fantastico - ha detto -, negli ultimi mesi aveva perso entusiasmo. Quest'anno è esploso, diventando un giocatore di primissima fascia internazionale».
«Lo ringrazio. Con il tempo ho superato la delusione per il taglio. Conto di rifarmi all'Europeo e poi al Mondiale in Brasile, nel 2014».
Nella Liga con 17 reti è il quarto marcatore, dietro Messi (31), Ronaldo (29) e Villa (18).
«Piazzarmi fra i primi tre sarebbe una grandissima soddisfazione. Non ho mai segnato e neppure giocato così tanto».
Si avvicina al Barcellona?
«L'interesse dei campioni di Spagna lusinga chiunque, non saprei dire no, ancora però non c'è nulla di concreto».
Il Villarreal a chi è paragonabile?
«Al Chievo per l'ascesa rapida dalle categorie inferiori, al Parma per le pressioni limitate».
Non le manca la Champions, in cui debuttò con il Manchester United a Milano?
«Conto di rigiocarla la prossima stagione. Ora ci saremmo, quarti con 6 punti sull'Athletic Bilbao».
Sir Alex Ferguson, 69 anni, ha ipotecato la quarta finale in 12 stagioni.
«E' un grande, lì da un quarto di secolo. Mi fece maturare sul piano mentale e pure tecnico, accanto a Rooney, Giggs e Van Nistelrooy. In Inghilterra per di più investono al meglio gli introiti e valorizzano i giovani reclutati per il mondo».
La scorsa estate piaceva al Genoa, lei però era attratto dal Tottenham.
«In tv dissero che gli Hotspurs avevano offerto 35 milioni, una cifra che mi lasciò sconcertato».


Ma lei come ha fatto a imporsi?
«Con lavoro e concentrazione. Parole che mi ricordano spesso i miei procuratori, Andrea e Federico Pastorello, lasciate in eredità da mio padre Fernando, scomparso un anno fa. Vorrei dedicargli l'Europa League».

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