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Vogue "sfila" in Galleria (e dona due milioni)

Sala: "Fondi per sociale e cultura". Wintour: "Olimpiadi della moda"

Vogue "sfila" in Galleria (e dona due milioni)
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Dopo New York, Londra, Parigi e Los Angeles, "Vogue" ha scelto Milano - e la Galleria Vittorio Emanuele - per la quinta edizione del "Vogue World" il prossimo 22 settembre, giorno di apertura della Fashion Week. Una sfilata-evento-spettacolo ospitata "solo nelle più grandi capitali del mondo della moda" ha sottolineato il sindaco Beppe Sala. Che per riaccendere i riflettori sulla città dopo i Giochi invernali (lo show sarà trasmesso in streaming in tutto il mondo) ha messo a disposizione del giornale di moda internazionale il Salotto, dopo "discussioni non semplici, perchè la Galleria ha la sua sacralità, i commercianti devono essere d'accordo perchè devono chiudere" per tutto il giorno, anche se lo show serale durerà 45 minuti, la "Soprintendenza deve sostenere il progetto". Ma "non si tratta - sottolinea - solo di dare lustro alla città e al settore della moda. Questo evento avrà anche un impatto sociale rilevante. Vogue si è impegnata a sostenere con un contributo di almeno 2 milioni di euro iniziative culturali e sociali in città". Anna Wintour, chief content officer di Condè Nast e Global editorial director di Vogue, ieri a Palazzo Marino per lanciare la tappa 2026, conferma e ricorda che a "New York abbiamo festeggiato la rinascita dopo la pandemia, a Londra abbiamo sostenuto la comunità teatrale in un'epoca di tagli, abbiamo supportato Parigi durante le sue Olimpiadi e dato una spinta a Hollywood e all'industria del cinema l'anno scorso mentre si riprendeva dai devastanti incendi". A Milano "contribuiremo a iniziative culturali e al bene pubblico". Il tema del 2026 è "The human touch in the age of technology - Il tocco umano nell'era della tecnologia" e celebra il saper fare, l'artigianato e la creatività italiana "nel dialogo tra tradizione e innovazione". Strutturato in una serie di atti tematici, lo show metterà in scena i broccati rinascimentali e la lana industriale, le immagini su schermo, i tessuti, un dialogo tra mano e macchina. Centrale, una sfilata di moda introdotta e chiusa da performance. Evento benefico, Vogue conta di incassare tra i 2 e 4 milioni di dollari e ha sempre devoluto l'intera somma a raccolte fondi mirate. Qui, anche nella delibera con cui la giunta ha concesso l'interesse pubblico, è specificato che "almeno 2" saranno donati al Comune. Dovrà pagare anche le normali tasse di occupazione del suolo, ancora da stabilire. Hanno già aderito all'evento il direttore creativo di Valentino Alessandro Michele, che a Milano è "arrivato come un giovane alle prime armi e mi ha cambiato la vita" ha detto. Lorenzo Bertelli, figlio di Patrizio e Miuccia Prada, head of corporate social responsibility del Gruppo Prada. Danzerà in Galleria l'ètoile Roberto Bolle. Produttore esecutivo Marco Balich che ha appena firmato la cerimonia di apertura delle Olimpiadi a San Siro. E tra gli ospiti in sala ieri c'erano la modella Bianca Balti, Ghali, chef Carlo Cracco, l'olimpionica di short track (vestita Armani) Arianna Fontana applaudita da Wintour e dal pubblico. Omaggio che permette a Wintour di fare un parallelismo: "Ci piace pensare a Vogue World come alle Olimpiadi della moda, un incontro globale dei migliori talenti nel settore. E siamo entusiasti che si svolga proprio qui quest'anno". Ha passeggiato nel Salotto e visitato bar e negozi, "non devo ricordare quanto sia ricca la storia di questo luogo, dal primissimo negozio Prada al bar Camparino, la storica boutique di Borsalino, la favolosa libreria che ho avuto la gioia di visitare stamattina (ieri. ndr.). Qui non dobbiamo andare lontano per trovare gli stilisti più entusiasmanti del mondo". É intervenuta Francesca Ragazzi (Head of Editorial content di Vogue Italia), in sala gli assessori Alessia Cappello, Emmanuel Conte, Tommaso Sacchi. Le Olimpiadi "sono state una sfida vinta ma, alla milanese, guardiamo sempre avanti e abbiamo colto questa grande occasione per dare lustro a Milano e al mondo della moda - rimarca Sala -.

Un settore fondamentale perchè crea tanta occupazione e immagine. Noi politici spesso spendiamo tante parole e nel momento opportuno alcuni non ci sono. A Milano cerchiamo sempre di ascoltare le esigenze e aiutare nei fatti".

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