Zanonato: «Vergogna? A Padova il muro dà tranquillità alla gente»

A maggio, con il 52% dei voti, Flavio Zanonato (nella foto) è stato rieletto di slancio sindaco di Padova. Riuscendo ad intercettare persino un pezzo di elettorato leghista, grazie alla politica pragmatica e alla mano dura sulla sicurezza che lo ha fatto passare alle cronache come «il sindaco del muro» di via Anelli.
«Una barriera - spiegò - che impedisce agli spacciatori e ai loro clienti di vendere e comprare droga sotto le finestre di cittadini che hanno diritto a tranquillità e sicurezza». Le proteste dei Centri sociali contro «il muro della vergogna» lo indignano: «Sfruttano della povera gente, cui stiamo cercando di dare delle risposte sul piano abitativo, dell’integrazione e della legalità, per cercare un po’ di visibilità». Né lo ha spaventato l’etichetta di «sceriffo» che la sinistra radical gli ha appiccicato: «Lo sceriffo nei fumetti western stava sempre dalla parte buona e giusta, non era un personaggio negativo. Se occuparsi di sicurezza significa fare lo sceriffo, allora anche io lo sono. Ma non c’è niente di male: per la gente è più facile parlare con un sindaco che con un ministro, e tra i problemi c’è la sicurezza. Per questo è giusto che un primo cittadino se ne occupi».

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