Mps, i vip indagati sfilano in Procura

Oggi pomeriggio interrogatorio per l'ex presidente Mussari sui derivati e l'acquisto di Antonveneta

Per completezza di informazione si precisa che, con riferimento alla posizione del Dott. Marco Morelli all'interno della vicenda giudiziaria cui fa riferimento l'articolo, in data 13 dicembre 2013 il competente Giudice per le Indagini Preliminari, su richiesta del Pubblico Ministero, ha disposto l'archiviazione delle indagini a carico del medesimo.

Roma - La settimana dei big in procura, con gli undici indagati pronti a sfilare nel palazzo di giustizia senese, dovrebbe aprirsi col botto: oggi è atteso il faccia a faccia tra i tre pm che indagano sul caso Monte Paschi e l'ex presidente Mps, Giuseppe Mussari, al quale i magistrati chiederanno lumi sull'acquisizione a caro prezzo di Antonveneta da Santander e sul filone derivati.
L'ex numero uno della banca senese e dell'Abi era stato già interrogato a giugno 2012, quando le magagne giudiziarie della banca avevano appena cominciato a emergere, e le sue risposte sui dettagli dell'operazione Antonveneta e sugli otto bonifici collegati all'acquisizione non avevano soddisfatto i magistrati. Ora sul tavolo i temi da affrontare con l'ex uomo forte di Rocca Salimbeni sono molteplici, e i pm hanno dalla loro parte non solo le imbarazzanti telefonate con i funzionari della banca Nomura e i documenti sugli artifizi contabili per celare i buchi nel bilancio «scoperti» in cassaforte dal nuovo management della banca, ma anche diverse testimonianze chiave, come quella di Valentino Fanti, segretario dell'ex presidente. Il suo ex braccio destro avrebbe messo a verbale un bel po' di dettagli su come si muoveva l'ex presidente nelle operazioni finite all'attenzione della magistratura, «interpretando» l'agenda del manager sequestrata dai pm e raccontando i «fuori verbale» dei consigli relativi agli affari oscuri del Monte Paschi.
Tra gli altri indagati attesi in settimana a Siena (i reati contestati a vario titolo vanno dall'associazione per delinquere alla turbativa, dall'ostacolo alla vigilanza alla truffa e alle false comunicazioni), mercoledì dovrebbe essere il turno di Antonio Vigni, ex direttore generale dell'istituto di credito senese, coinvolto nell'inchiesta già a maggio dell'anno scorso proprio per l'acquisizione di Antonveneta. Operazione per la quale sono indagati anche l'ex responsabile finanza di Mps Gianluca Baldassarri, l'ex presidente del collegio sindacale Tommaso Di Tanno e gli ex revisori Leonardo Pizzichi e Pietro Fabbretti (gli ultimi tre dovrebbero essere ascoltati in settimana a Siena). Per il filone derivati, i pm toscani indagano invece su Matteo Pontone, già uomo Mps a Londra, e Alessandro Toccafondi, vice di Baldassarri al tempo delle operazioni sospette. Ma insieme a Pontone anche Baldassarri è stato tirato in ballo dal supertestimone Antonio Rizzo, l'ex dirigente di Dresdner Bank che avrebbe rivelato come la coppia fosse nota col nomignolo di «banda del 5 per cento». Proprio Rizzo, saltato l'interrogatorio venerdì scorso, dovrebbe essere sentito stamattina. In settimana i pm metteranno a verbale anche le dichiarazioni di due manager - convocati come testimoni - che occupavano posizioni chiave in Mps nel corso di operazioni finite nel fascicolo d'inchiesta. Il primo è il mantovano Daniele Pirondini, che al momento dell'acquisto di Antonveneta era direttore finanziario del Monte Paschi, e che venne trasferito a Padova quando l'affare non era ancora concluso: al suo posto si insediò l'ex vicedirettore generale Marco Morelli, già ceo italiano di JpMorgan (la banca d'affari che emetterà i famigerati bond «fresh» per finanziare l'aumento di capitale necessario a perfezionare l'acquisizione, bond su cui indagano gli inquirenti), poi passato a Intesa San Paolo e ora country executive per l'Italia di Merril Lynch. Il secondo è Daniele Bigi, anche lui mantovano di nascita, responsabile della stesura dei documenti contabili per Mps: durante la telefonata in viva voce del 7 luglio 2009 tra i vertici londinesi di Nomura e i big di Mps Mussari, Vigni e Baldassarri c'era anche lui.

Il secondo filone riguarda la gestione di due derivati, il Santorini e l'Alexandria. Si ipotizzano il falso in bilancio e l'ostacolo alla vigilanza

Il terzo filone riguarda le pratiche di alcuni dirigenti dell'area finanza di Mps, la cosiddetta banda del 5%, che avrebbe fatto la cresta sui dossier


Il primo filone dell'inchiesta riguarda l'acquisizione di Antonveneta da parte di Mps nel 2007 per 9,7 miliardi di euro dal Banco di Santander

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Commenti

eureka

Lun, 04/02/2013 - 17:02

Scomettiamo che si finirà per insabbiare tutto?