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Nessuno disgelo nei rapporti tra Valentino Rossi e Jorge Lorenzo, i due rivali che hanno animato il fine stagione della MotoGp, dopo le polemiche che da Sepang fino a Valencia hanno accompagnato il trionfo tanto contestato dello spagnolo. I due campioni sono saliti sul palco dello spazio ’La Pelota Jaialaì a Milano per la Yamaha Next Level, la presentazione mondiale alla vigilia di Eicma dei nuovi prodotti della casa giapponese: poche parole e mai riferite al Mondiale appena concluso. Valentino Rossi è stato accolto da uno scroscio di applausi dalla folla, mentre il neoiridato salutato nell’ indifferenza generale, senza nemmeno fischi. A quanto pare in questo momento non sono state ancora superate le divregenze dopo il difficile finale di stagione.

Milano, l'incontro tra Rossi e Lorenzo

Il biscotto spagnolo che ha colpito Valentino Rossi è ancora sull'asfalto di Valencia. Le accuse mosse da parte di Rossi a Marquez hanno fatto discutere. Ma il Dottore a quanto pare avrebbe ragion da vendere. Bastano le parole di Lorenzo che ringrazia i piloti della Honda a fine gara per far capire quanto fosse concreta l'ipotesi di un patto da parte del clan spagnolo alle spalle del pilota di Tavullia. "Gli spagnoli mi hanno aiutato. Mi hanno rispettato, forse per far rimanere il titolo in Spagna". La Honda e Marc Marquez, da par loro, hanno continuato con finto sdegno a negare l'evidenza. Ma tant'è: il campione è Jorge, il "mazziato" è il Dottore. E in questo contesto avvelenato, rovente, esasperato, i più attenti avranno notato quanto è successo a fine gara domenica, prima del podio, quando le moto erano parcheggiate nel circuito chiuso. È successo quello che potete vedere in queste foto: Lorenzo va all'angolo dove è raccolto il team-Honda, dove scambia sorrisi, abbracci, baci e strette di mano. Va detto che è prassi che il team avversario si complimenti col campione. Ma guardando la gara di Valencia e quella strana timidezza di Marquez su Lorenzo, il dubbio viene: Lorenzo e la Honda avevano un patto?

Mario Valenza
Lorenzo festeggia con la Honda

Momenti di nervosismo a Valencia quando l'inviato di Sky Marco Selvetti, a fine gara, raggiunge al muretto Livio Suppo, team principal Honda, e gli chiede: "Passacelo, ci sembra che Marquez abbia protetto Lorenzo". Suppo, infuriato, lo gela con un "ciao" poi gli volta le spalle e rientra nel box. Suppo è il capo di Marc Marquez, il pilota spagnolo accusato da Valentino Rossi e da molti commentatori italiani di aver voluto sfavorire il pesarese e aiutare il connazionale Jorge Lorenzoa vincere il Mondiale. Non a caso, notano in molti, anche oggi a Valencia Marquez ha evitato accuratamente di attaccare Lorenzo. Da qui, forse, l'irritazione di Suppo che dopo qualche minuto è tornato ai microfoni Sky scusandosi per la risposta brusca: "Marquez e Pedrosa hanno corso per vincere - difende i suoi piloti - e mi dispiace che in Italia non ci credano".

Mario Valenza
MotoGp, Livio Suppo (Honda) contro il giornalista: lascia il collegamento

Dopo la vittoria nel Gp di Valencia di Jorge Lorenzo, impazzano i commenti satirici dei tifosi sul presunto biscotto tra Lorenzo e Marquez. Ecco alcuni tweet che testimoniano la protesta dei fan di Rossi

Redazione
Biscotto Lorenzo-Marquez, tutti i tweet dei tifosi

Da "Tre volte campione" a "La gara del secolo": così i giornali spagnoli esultano per la vittoria di Jorge Lorenzo nella gara di Valencia e nel Motomondiale. Celebrazioni festanti ma tutto sommato contenute: gli spagnoli riconoscono la bella prestazione sportiva di Valentino Rossi e in alcuni casi gli rendono anche omaggio

Redazione
Così esultano i giornali spagnoli

Una serata da dimenticare per Alvaro Morata nella trasferta di Champions League che la Juventus ha affrontato sul campo del Borussia Moenchengladbach. Al di là della prestazione non all'altezza delle aspettative, l'attaccante spagnolo ha pure visto aprirsi un caso legato ai suoi calzettoni. L'ex centravanti del Real Madrid infatti ne aveva indossati un paio fucsia, di colore non uniforme a quello della divisa, rosa. L’arbitro Kuipers lo ha costretto a uscire dal campo per cambiarseli. Il tutto lasciando la Juventus in dieci uomini per almeno tre minuti. Il tecnico bianconero, Massimiliano Allegri non l’ha presa bene e a fine partita lo ha detto chiaramente: "Bisogna crescere non si può stare tre minuti fuori perché un giocatore deve cambiarsi i calzini. Il regolamento dice che la divisa deve essere uniforme, e allora non ci si può mettere i calzini di un colore diverso: non è una sfilata di moda, porca miseria, ma una partita di calcio". Infine il duro attacco: "Sono molto arrabbiato per questo. Sono ragazzi, ma bisogna che inizino a capire certe cose".

Mario Valenza
Juve, caso Morata: la furia di Allegri
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