Giuseppi prende atto: i grillini ormai sono governisti. Oggi testo in Aula. Cartabia: non ci saranno impuniti
Nel tentativo di accontentare un po' tutti, si è raggiunto un compromesso al ribasso, che rende il quadro difficilmente comprensibile.
I grillini vogliono ripresentare un emendamento sull'appello per i reati minori. Cartabia non teme sorprese: ok in pochi giorni Giorgetti: alla fine la chiude sempre il premier
E Palazzo Chigi non perdona al leader dem di aver riaperto una trattativa già chiusa
Il capo dei penalisti: "Un bene aver superato il testo Bonafede. Ma ora arrivano i problemi"
I quattro ministri grillini sanno che queste saranno giornate faticose.Non è solo la cappa di afa di un'estate torrida. È stare seduti lì, schiacciati tra Draghi e Conte, in un Consiglio dei ministri da boicottare senza però tirare troppo la corda.
I 5S negano, ma indiscrezioni provenienti da palazzo Chigi parlano di guerra aperta tra Luigi Di Maio e Giuseppe Conte sulla riforma della giustizia.
Il leader pentastellato si arrende: "Non è la nostra riforma, abbiamo dato un contributo". Le accuse alla Lega e il rischio spaccatura nel Movimento.
Alla fine, grazie anche a un assai servizievole Pd che si allinea ai Cinque stelle, la riforma Cartabia perde qualche piccolo pezzo e i processi per alcuni reati tornano (sulla carta) ad allungarsi.
Proproga sino a 6 anni per terrorismo e mafia. Pesa il pressing del Csm. Dalla Sicilia arriva l'ok: urne certe sui quesidi dei Radicali e Lega.