Zavoli respinge le norme al regolamento per le amministrative che prevedono la sostituzione delle trasmissioni politiche ai programmi di informazione. Il Pdl: "Stupiti, possibile abuso". Seduta sospesa
televisione
"I talk show sono diversi dalle tribune politiche". Con questo assunto, affermato anche da sentenze del Tar e delle Consulta, l'autorità per le comunicazione ha stabilito che la par condicio non vale per i programmi di approfondimento. Ora la palla passa alla commissione di Vigilanza Rai
Anche i programmi di approfondimento dovranno rispettare le regole delle tribune politiche in vista del voto del 15 e 16 maggio. Modifica al regolamento in Vigilanza proposta dalla maggioranza, come per le Regionali 2010
Alla domanda sul 17 marzo, il deputato del Pd si scusa e scappa via. Ma poi accusa: "E' un pacco televisivo, mi hanno teso un trappolone" Guarda il video
Nato nel 1971 il canale di Peppo Sacchi fu il primo a mettere in crisi la Rai e il governo: ecco come
Il tribunale di Roma ha rigettato il reclamo di viale Mazzini contro il reintegro della giornalista. Ma il direttore non ci sta: "Occupa la poltrona da 28 anni"
Il quotidiano di Padellaro va all'attacco del direttore del Foglio: "La Rai gli darà 500 mila euro lordi all'anno". Uno stipendio normale per la tv pubblica, ma il problema è un altro: Travaglio e Vauro sono senza contratto...
Il presidente dell'Anm querela il sito legnostorto.com, ma qualche anno fa era meno permaloso. Nel 2008 Cossiga lo insultò in diretta su Tg Sky 24: "Lei non ha la faccia intelligente e si chiama come il tonno". Non ci fu nessuna querela
Nella nuova bozza Pdl sul pluralismo, è stata inserita l'alternanza di settimana in settimana tra conduttori con diversa formazione culturale e che vanno in onda nelle fasce migliori del palinsesto. Il relatore Butti: "Occupare le serate di martedì e giovedì è diventata un vantaggio di certi conduttori"
Per l'Autorità garante della concorrenza e del mercato, il presidente del Consiglio non può avere il potere di proroga sugli incroci di proprietà di giornali e televisioni successivamente al 31 marzo, come previsto nel decreto Milleproroghe