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Agenzia Vista

"Noi non abbiamo voluto rompere nulla. Abbiamo deciso consapevolmente e con grande responsabilità di interrompere il confronto e di ascoltare i lavoratori. È stato un confronto duro e per certi versi annunciato. Ci hanno presentato delle proposte inaccettabili perché partono da un presupposto: utilizzare i lavoratori per fare cassa. Aumenta in modo esponenziale il numero di lavoratori in cassa integrazione fino ad arrivare nel giro di pochi mesi a 6000. E la cosa grave è che non c’è una spiegazione su tutte le gare aperte. Non c’è nulla. Nè c’è un piano industriale. Hanno parlato di piano 'corto': perché il tempo che rimane prima della chiusura è molto breve. Quindi abbiamo deciso di andare dai lavoratori e spiegare che questo piano non si può discutere o emendare. È un piano inaccettabile perché parte da un presupposto: portare alla chiusura dell’ex Ilva. E noi non vogliamo essere responsabili di questo. Finora li abbiamo seguiti: ora condannano i lavoratori a una chiusura inesorabile" così il segretario della Uilm, dopo l'incontro con il Governo sull'Ex Ilva. (Alexander Jakhnagiev)

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Ex Ilva, Palombella (Uilm): "Piano del Governo inaccettabile, porta alla chiusura dell'azienda"

"Non abbiamo risolto niente. Il Governo ci presenta un piano di chiusura. Non c'è più niente e non ci spiegano nemmeno perché non c'è più Baku Steel e perché stanno facendo una trattativa senza più argomenti con Bedrock, la Flacks e un altro soggetto di cui non ci dicono niente. Non c'è nulla sul tavolo. Ci hanno proposto di entrare in una discussione tecnica di merito, un merito che non era assolutamente possibile perché manca tutto. Mancano innanzitutto le garanzie che noi abbiamo chiesto. Abbiamo chiesto che ci sia l'intervento pubblico. Così la discussione non può andare avanti" così Sasha Colautti di Usb, dopo l'incontro con il Governo su Ex Ilva. (Alexander Jakhnagiev)

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Ex Ilva, Colautti (Usb): "Sul tavolo non c'è nulla, il Governo propone la chiusura"

Il cambiamento climatico non è una minaccia per il futuro. È già una tragedia del presente. L'uragano Melissa che ha colpito duramente la regione dei Caraibi e il tornado che ha raggiunto lo stato di Paran, nel sud del Brasile, hanno lasciato vittime mortali e una scia di distruzione. La siccità, gli incendi in Africa e in Europa, le inondazioni in Sud America e nel Sud-Est asiatico, l’aumento della temperatura globale stanno seminando dolore e devastazione, soprattutto tra le popolazioni più vulnerabili. La Cop30 sarà la Cop della verità. Con le fake news e la disinformazione i negazionisti rifiutano non solo l’evidenza scientifica, ma anche il progresso del multilateralismo. Controllano gli algoritmi, vendono odio e diffondono paura. Attaccano le istituzioni. Attaccano la scienza e le università. Adesso è il momento di imporre una nuova sconfitta ai negazionisti. Cop30 (Alexander Jakhnagiev)

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Cop30, Lula: È ora di sconfiggere i negazionisti del clima

"É un momento storico internazionale particolarmente complesso, con qualche disorientamento, alcune incertezze, ma vi sono alcuni punti fermi per quanto riguarda la nostra Repubblica: quello della ricerca costante di pace, di collaborazione internazionale, di superamento delle controversie, di rifiuto dei conflitti per risolvere le controversie. E questo è quello che avviene negli organismi di cui voi siete parte e che rappresentate con il vostro lavoro. É un importante contributo". Lo ha affermato il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, incontrando a Vienna i funzionari italiani presso le Organizzazioni internazionali. "Questa mattina, incontrando la direttrice dell'Agenzia per la prevenzione e il contrasto alla criminalità internazionale, mi ha ricordato il contributo di personale italiano presso l'Agenzia e le ho risposto che quella presenza è motivo di orgoglio per l'Italia, come lo è la presenza di tutti voi negli organismi, nei luoghi, negli ambiti in cui siete impegnati, perchè -ha concluso il Capo dello Stato- è un contributo che l'Italia fornisce con passione, con dedizione, con professionalità a questi obiettivi della vita internazionale, che con ostinazione, e siamo convinti anche con prospettive di successo, l'Italia continua a coltivare e a sollecitare in tutta la comunità internazionale". Quirinale (Alexander Jakhnagiev)

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Mattarella: Italia impegnata con ostinazione per pace e collaborazione internazionale

Oggi sono a Kherson. È già il terzo anniversario della liberazione della città dai russi: gli occupanti sono fuggiti, e ricordiamo come il coraggio del nostro popolo ha reso possibile tutto ciò, come le bandiere ucraine sono tornate in città. Ringrazio ognuno dei nostri guerrieri che hanno combattuto per Kherson e tutti coloro che ora difendono questa bellissima città, difendendo la vita della nostra gente. Oggi ho tenuto qui un incontro con tutti i responsabili della sicurezza. Erano presenti anche i nostri militari e abbiamo identificato ciò di cui Kherson ha bisogno per rafforzare la sua difesa: le forze dei sistemi senza pilota. Migliaia di attacchi di droni russi colpiscono questa città ogni mese. Ho incaricato le nostre forze dei sistemi senza pilota, i Magyar’s Birds e altre unità di espandere le capacità di difesa qui. Abbiamo fissato degli obiettivi per garantire la protezione delle strade e della logistica". lo ha detto Zelensky a Kherson per il terzo anniversario dalla liberazione dai russi. Telegram (Alexander Jakhnagiev)

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Zelensky a Kherson: Dev'essere protetta con più sistemi senza pilota

"Non sono un politico, non sono un esperto. Sono semplicemente un padre che ha visto la propria vita cambiare per sempre due anni fa. Ho perso mia figlia, una ragazza piena di vita, curiosa, generosa, capace di vedere il bene anche dove non c'era. Da quel giorno il mio mondo si è fermato, ma non potevo restare fermo anch'io. Eventi come questi ti cambiano per sempre, non c'è futuro, ti viene tolto anche il futuro. Un futuro fatto di abbracci, di ricordi e di giornate che non ci saranno più. Che in qualche modo dovevo riempire. Ho scelto di reagire, di dare un senso a quel dolore che rischiava di distruggermi. Così è nata la Fondazione Giulia Cecchettin: non per coltivare la memoria del dolore, ma per trasformarla in impegno, perché se non cambiamo la cultura che genera la violenza, continueremo a piangere altre Giulie, altre famiglie, altre vite spezzate". Lo ha detto Gino Cecchettin, padre di Giulia uccisa dall'ex fidanzato, intervenendo in audizione in Commissione parlamentare di inchiesta sul femminicidio, nonché su ogni forma di violenza di genere. Camera (Alexander Jakhnagiev)

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Gino Cecchettin: Con morte di Giulia mio mondo si è fermato, ma ho trasformato dolore in impegno

Soffro quando si parla di coltelli e per le donne che si potevano salvare, come ad esempio Barbara Belotti, che aveva denunciato e non è stata protetta a sufficienza, e di Jessica Strapazzolo, uccisa dall'ex che aveva un braccialetto elettronico mal funzionante", così Gino Cecchettin, papà di Giulia, in commissione femminicidio alla Camera. Camera (Alexander Jakhnagiev)

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Gino Cecchettin alla Camera: Soffro quando si parla di coltelli e di donne che si potevano salvare
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