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Agenzia Vista

"Non sono un politico, non sono un esperto. Sono semplicemente un padre che ha visto la propria vita cambiare per sempre due anni fa. Ho perso mia figlia, una ragazza piena di vita, curiosa, generosa, capace di vedere il bene anche dove non c'era. Da quel giorno il mio mondo si è fermato, ma non potevo restare fermo anch'io. Eventi come questi ti cambiano per sempre, non c'è futuro, ti viene tolto anche il futuro. Un futuro fatto di abbracci, di ricordi e di giornate che non ci saranno più. Che in qualche modo dovevo riempire. Ho scelto di reagire, di dare un senso a quel dolore che rischiava di distruggermi. Così è nata la Fondazione Giulia Cecchettin: non per coltivare la memoria del dolore, ma per trasformarla in impegno, perché se non cambiamo la cultura che genera la violenza, continueremo a piangere altre Giulie, altre famiglie, altre vite spezzate". Lo ha detto Gino Cecchettin, padre di Giulia uccisa dall'ex fidanzato, intervenendo in audizione in Commissione parlamentare di inchiesta sul femminicidio, nonché su ogni forma di violenza di genere. Camera (Alexander Jakhnagiev)

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Gino Cecchettin: Con morte di Giulia mio mondo si è fermato, ma ho trasformato dolore in impegno

Soffro quando si parla di coltelli e per le donne che si potevano salvare, come ad esempio Barbara Belotti, che aveva denunciato e non è stata protetta a sufficienza, e di Jessica Strapazzolo, uccisa dall'ex che aveva un braccialetto elettronico mal funzionante", così Gino Cecchettin, papà di Giulia, in commissione femminicidio alla Camera. Camera (Alexander Jakhnagiev)

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Gino Cecchettin alla Camera: Soffro quando si parla di coltelli e di donne che si potevano salvare

“Restano impressi nella memoria collettiva, tra gli altri, i sanguinosi attentati del 1992 che costarono la vita a Giovanni Falcone, Francesca Morvillo e Paolo Borsellino e, insieme a loro, ai valorosi e coraggiosi agenti delle loro scorte. Falcone e Borsellino – che ho avuto il privilegio di conoscere e sovente frequentare – avevano inferto alla mafia colpi di grande efficacia e di successo, disvelandone percorsi finanziari, collegamenti e debolezza sociale. Era l’inizio di una stagione connotata da nuove tecniche investigative: esemplificativo il metodo del sequestro e utilizzo a fini sociali delle ingenti risorse della criminalità organizzata. Quegli attentati furono l’atto finale di una mafia tracotante, che si riteneva capace di sfidare lo Stato e ne fu, invece, sconfitta”. Lo dice il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella parlando alle Nazioni Unite di Vienna. Quirinale (Alexander Jakhnagiev)

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Mattarella ricorda Falcone e Borsellino: Attentati atto finale di mafia tracotante che fu sconfitta

"Sciogliere il Garante della Privacy? Anche nella maggioranza c'è chi si è trovato d'accordo a sciogliere un organismo nominato durante il Governo Conte. Certo alcuni dei membri furono nominato dall'allora opposizione essendo noi una repubblica democratica. Ciò non toglie che l'organismo è stato fatto con normativa e nomine da parte del Governo Conte" così il capogruppo di Forza Italia alla Camera Paolo Barelli. (Alexander Jakhnagiev)

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Manovra, Barelli (FI): Sciogliere Garante Privacy? "Quello attuale nominato durante Governo Conte"

“L’Onu può adempiere al suo mandato di garante della pace internazionale soltanto se gli Stati che ne fanno parte le consentono di farlo. E tuttavia, le Nazioni Unite restano pur con tali limiti uno strumento straordinario e insostituibile di pace e di stabilità, che sarebbe irresponsabile indebolire”. Lo dice il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella parlando alle Nazioni Unite di Vienna. Quirinale (Alexander Jakhnagiev)

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Mattarella a Vienna: Onu strumento insostituibile di pace, irresponsabile indebolirlo

"L’ONU può adempiere al suo mandato di garante della pace internazionale soltanto se gli Stati che ne fanno parte le consentono di farlo. E, tuttavia, le Nazioni Unite restano, pur con tali limiti, uno strumento straordinario e insostituibile di pace e di stabilità, che sarebbe irresponsabile indebolire. Il quadro geo-politico che abbiamo di fronte, dalla perdurante guerra di aggressione russa all’Ucraina, alla crisi in Medio Oriente, all’instabilità in diverse aree del continente africano, spesso associata a drammatiche crisi umanitarie, richiede con tutta evidenza un sostegno attivo dell’ONU, non certamente il suo smantellamento. Penso, ad esempio, all’esigenza di rafforzare - e non demolire - l’architettura relativa al disarmo e alla non proliferazione delle armi nucleari, in una fase storica in cui, invece, assistiamo a inaccettabili allusioni all’impiego di armi di distruzione di massa. Non esistono alternative al multilateralismo, a meno che non si ritenga di imboccare la strada dei conflitti permanenti, con un ritorno ad una visione primitiva dei rapporti fra i popoli, i cui esiti sono storicamente e drammaticamente ben noti". Lo dice il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella parlando alle Nazioni Unite di Vienna. Quirinale (Alexander Jakhnagiev)

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Mattarella: Sulle armi nucleari inaccettabili allusioni

“Il ponte se me lo fanno fare darà lavoro a tantissimi ragazzi pugliesi”. Ha esordito così il vicepremier e leader della Lega, Matteo Salvini, durante il comizio a sostegno di Luigi Lobuono, candidato del centrodestra alle prossime elezioni regionali, a Bari. FdI (Alexander Jakhnagiev)

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Ponte Stretto, Salvini: Se me lo fanno fare darà lavoro a tanti pugliesi

“Dicono che vogliamo mettere la magistratura sotto controllo, ma quello che non sopportano è che stiamo facendo il contrario, togliamo ai partiti la facoltà di nominare un pezzo del Csm: questo alla sinistra non va giù, non vogliamo una magistratura controllata da noi, vogliamo una magistratura che non sia controllata da nessuno, vogliamo una magistratura che sia libera. Loro sanno che sono norme di buon senso e infatti che dicono? ‘Votate no al referendum per mandare a casa la Meloni’. Ma mettetevi l’animo in pace, arriveremo a fine legislatura e chiederemo il giudizio degli elettori: la Meloni la possono mandare a casa solo gli elettori, una cosa alla quale la sinistra non è abituata: la democrazia”. Lo ha detto la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia, parlando a Bari alla manifestazione elettorale a sostegno del candidato del centrodestra alla presidenza della Regione Puglia, Luigi Lobuono. FdI (Alexander Jakhnagiev)

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Referendum giustizia, Meloni: Arriveremo a fine legislatura. Sinistra non è abituata alla democrazia
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