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Alessandro Politi

Un giudice esce di casa per andare in tribunale e non torna mai più. Nessuna fuga, nessuna rivendicazione, solo un silenzio lungo trent’anni e un nome che pesa come un macigno: Paolo Adinolfi. Magistrato integerrimo, sezione fallimentare, dossier scomodi, interessi enormi, criminalità organizzata, servizi segreti, appuntamenti mai avvenuti, chiavi recapitate misteriosamente, un uomo visto per l’ultima volta e poi inghiottito dal nulla. Oggi, mentre sotto la Casa del Jazz si torna a scavare nei luoghi già legati alla Banda della Magliana, quella scomparsa torna a interrogare il Paese. È ora online la videoanalisi investigativa di Alessandro Politi sul caso Paolo Adinolfi, una storia che non è solo un mistero giudiziario, ma una domanda inquietante sul prezzo della verità.

Alessandro Politi
Il magistrato di Roma inghiottito dal nulla

A Parigi, sotto una gru alta come un palazzo di 15 piani, viene trovato il corpo di un ragazzo di 18 anni. Le autorità archiviano tutto con una parola sola: suicidio. Ma quello che emerge scavando nella sua storia assomiglia molto di più a un enigma.Si chiamava Alessio Vinci. Genio della matematica, studente di Ingegneria aerospaziale, nessun segnale di disperazione. Parte da Torino di nascosto, mente al nonno sul luogo in cui si trova, dorme in un hotel di lusso e lascia sul computer un messaggio cifrato che chiede di essere reso pubblico. Codici mai spiegati, porte della stanza aperte quando lui non c’è, oggetti che spariscono, un telefono intatto dopo un volo di 50 metri.Suicidio o messa in scena? La video analisi investigativa di Alessandro Politi sul caso Alessio Vinci è ora online.

Alessandro Politi
18 anni, un codice sul computer e un volo di 50 metri

Non è un caso irrisolto qualsiasi. È un femminicidio rimasto senza nome. Caterina Capuano ha 29 anni, lavora in un’azienda tessile. La notte del 16 settembre 1999, alle porte di Barletta, viene massacrata: coltellate, colpi al volto, poi il corpo travolto da un’auto. All’inizio si parla di incidente. L’autopsia smentisce tutto. È violenza pura. L’ultima frase detta alla madre è “mamma, arrivo subito”. Non arriverà mai. Quella notte Caterina viene vista vicino alla stazione dei treni con un uomo e una Golf nera. Un incontro teso, poi il buio. Un altro uomo, lontano, ha un alibi. Intanto qualcuno sente urla nei campi e una telefonata rassicurante arriva a casa della madre. Era davvero lei? Poche ore prima un’amica nota lividi sulle sue braccia. L’ex fidanzato, violento e possessivo a detta della vittima, torna a farsi sentire. Il giorno dopo la sua auto viene lavata con candeggina, dentro e fuori. Ma gli investigatori non trovano niente di concreto. 26 anni dopo non c’è un colpevole. La famiglia chiede da anni la verità. Le nuove analisi genetiche potrebbero parlare dove prima c’era solo silenzio

Alessandro Politi
Una donna cancellata: il femminicio dimenticato

Non è solo una donna strangolata. È un orario che non torna e che potrebbe riscrivere un ergastolo. Vitalina Balani, infermiera in pensione, viene trovata morta a Bologna nel luglio 2006. In un primo momento si parla di morte naturale, poi l’autopsia accerta lo strangolamento. L’attenzione degli inquirenti si concentra sul commercialista Andrea Rossi, a cui la donna aveva affidato oltre un milione di euro. L’orario del decesso viene fissato nel primo pomeriggio del 14 luglio ed è su questa ricostruzione che si fonda la condanna definitiva all’ergastolo. Anni dopo una nuova perizia voluta dalla corte ipotizza una morte avvenuta molte ore più tardi, aprendo interrogativi investigativi rimasti ancora oggi irrisolti. La video analisi investigativa di Alessandro Politi è ora online.

Alessandro Politi
Otto ore che possono cambiare un ergastolo

Due giovani trovati senza vita nello stesso bagno. Una scena che sembra parlare da sola, e invece da quasi quarant’anni continua a generare più domande che risposte. È il 23 marzo 1988 quando Luca e Marirosa, poco più che ventenni, vengono scoperti senza vita nel bagno della villetta di lei a Policoro. Lui sul pavimento. Lei nella vasca. Nel giro di poche ore tutto viene classificato come un incidente domestico: prima una folgorazione, poi dei cavi scoperti, poi il monossido di carbonio. Versioni che cambiano di continuo senza mai trovare un filo logico comune. Col passare del tempo emergono elementi che complicano tutto: segni sui corpi difficili da conciliare con un semplice incidente, perizie e consulenze che si contraddicono, fotografie contestate, accertamenti che non tornano e ricostruzioni che non reggono. C’è chi ipotizza un duplice omicidio camuffato da tragedia domestica, e chi continua a sostenere la versione dell’incidente respingendo ogni dubbio. A distanza di 37 anni, il caso resta sospeso tra due verità inconciliabili. Un bagno chiuso, due vite spezzate, un fascicolo che divide ancora oggi. La video analisi investigativa di Alessandro Politi, con contraddizioni, dubbi e passaggi mai davvero chiariti, è ora online.

Alessandro Politi
Il mistero dei due fidanzati 20enni trovati nel bagno

Due donne condannate per lo stesso omicidio. Ma solo una delle due ha confessato ed è anche l’unica ad aver lasciato tracce nella casa della vittima. Lida Taffi Pamio, 87 anni, viene uccisa nel 2012 a Mestre. Sull’interruttore c’è una traccia mista: sangue dell’anziana e sudore di Susanna “Milly” Lazzarini. Non c’è DNA di Monica Busetto, che però viene condannata per una collana trovata nel suo portagioie. Oggi quella collana, la prova regina, è contestata: secondo più esperti non corrisponderebbe a quella che Lida portava al collo. Tra tracce, confessioni e prove incerte, resta un dubbio enorme: abbiamo condannato la persona giusta? La video analisi investigativa di Alessandro Politi è online

Alessandro Politi
Due donne in cella per lo stesso caso. Ma una forse non c’entra niente

Un campione di kickboxing ritrovato senza vita tra due muri, a pochi passi dal mare, nell’agosto 2020. Una dinamica che non torna, una carriola apparsa in momenti chiave, un sacchetto con tracce inspiegabili, un cellulare che si spegne per sempre e un’isola dove le parole circolano sottovoce ma quasi nessuno le ripete. Ora, a distanza di cinque anni, emerge un presunto super-testimone che sostiene di aver visto qualcosa di decisivo quella notte. Una voce da verificare, ma che riapre scenari mai del tutto chiusi. La nuova video-analisi di Alessandro Politi ripercorre ogni anomalia e illumina le zone d’ombra ancora irrisolte. Cos’è accaduto davvero a Gianmarco Pozzi? E perché, dopo tanto tempo, certe verità sembrano ancora sfuggire?

Alessandro Politi
Il mistero che Ponza non ha voluto risolvere

Angela Telesca non è annegata. È stata messa in quella vasca per cancellare la verità.Torino, 14 novembre 1988. Angela ha vent’anni, lavora come domestica, è sola in casa. Alle 13:20 la padrona trova il corpo nella vasca: venti centimetri d’acqua, il doccino sul corpo, nessun segno di malore. Una scena che sembra un incidente, ma è una messinscena. Nessun colpevole, nessun processo. Ma le tracce raccontano altro.La video-analisi investigativa di Alessandro Politi è ora online su ilGiornale: il caso irrisolto di Angela Telesca, una verità mai davvero emersa.

Alessandro Politi
Il mistero della vasca: la ventenne non è annegata da sola

Miami, 1998. Un corpo nudo sulla sabbia, due colpi alla nuca, una spiaggia chiamata Virginia Key. La vittima è Dale Pike, figlio del proprietario del leggendario Pikes Hotel di Ibiza. L’ultimo a vederlo vivo: Chico Forti, ex campione di windsurf e produttore TV.Condannato all’ergastolo nel 2000, da allora Forti ripete solo una frase: “Sono innocente.” Eppure, dopo 27 anni, restano troppe ombre: nessun testimone, nessuna arma, nessun movente chiaro. Solo una bugia spiegata con la paura e dei granelli di sabbia che non provano nulla.Oggi è detenuto a Verona, ma il dubbio resta sospeso: se non è stato lui, chi ha ucciso Dale Pike sulla spiaggia di Miami? È adesso online la video analisi investigativa del giornalista Alessandro Politi su questo caso giudiziario internazionale.

Alessandro Politi
Da Miami a Ibiza: il mistero senza fine

Una ragazza di 21 anni, 29 coltellate, nessun colpevole. È il caso di Lidia Macchi, studentessa dell’Università degli Studi di Milano, trovata senza vita nel gennaio 1987 in un bosco di Cittiglio, piccolo paese tra il lago Maggiore e Varese. Una storia di fede, misteri e silenzi che dura da quasi quarant’anni.

Alessandro Politi
Il mistero della 21enne che amava la chiesa e la poesia
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