Intervista al generale Mario Mori, che fu alla guida del Ros quando venne catturato Riina nel 1993. "Temo che i cultori dei presunti segreti e del sospetto elevato a sistema dovranno trovare un altro obiettivo"
Intervista al generale Mario Mori, che fu alla guida del Ros quando venne catturato Riina nel 1993. "Temo che i cultori dei presunti segreti e del sospetto elevato a sistema dovranno trovare un altro obiettivo"
Tecniche ultra moderne e ascolto delle telefonate. La "terra bruciata" attorno al boss. La profezia (smentita) del pentito Baiardo e il giallo dei due anni di visite
In manette anche Giovanni Luppino, tra gli uomini storci della consorteria mafiosa del Trapanese
Quello di Matteo Messina Denaro non è l'unico arresto avvenuto questa mattina da parte dei carabinieri del Ros nella clinica palermitana dove il superlatitante di Cosa Nostra si trovava per una seduta di chemioterapia. Negli stessi minuti in cui il Padrino veniva bloccato al bar della clinica, i carabinieri hanno bloccato e portato via un altro uomo. Si tratta di Giovani Luppino, proveniente da Campobello di Mazara: siamo nel Trapanese, la zona di provenienza di Messina Denaro. Nel video che pubblichiamo in esclusiva l'arrestato appare come un uomo non più giovane, abbastanza sovrappeso, con un berretto a visiera e un giubbotto. Lo portano via un carabiniere col mefisto e un ufficiale in divisa. Luppino è considerato un fiancheggiatore del boss, probabilmente l'uomo che gli faceva da autista e che lo aveva accompagnato nella visita alla clinica. Si ripete insomma la scena già vista trent'anni fa con l'arresto di Totò Riina, anche lui catturato - e sempre dai carabinieri - insieme al suo autista Salvatore Biondino. E non è da escludere che proprio individuando il fiancheggiatore gli inquirenti siano riusciti a chiudere il cerchio intorno al capomafia.
Archiviata l'inchiesta sui finanziamenti illeciti ora l'accusa è corruzione. "Non c'è stata, vedrete"
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