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Vittorio Macioce

Foto profilo di Vittorio Macioce

Vittorio Macioce si ritrova spesso a muoversi tra i vari confini del giornalismo. Ed è un po' come spostarsi tra le linee, in una sorta di terra di nessuno. È capo redattore e da qualche tempo ha lasciato Milano per Roma. È cresciuto ad Alvito, un piccolo paese tra Sora e Cassino, nel versante laziale del Parco Nazionale d'Abruzzo. Quando può continua a seguire la narrativa, soprattutto quella americana. È convinto che incroci e crocicchi siano il posto più interessante per osservare il mondo.
È l'autore del romanzo "Dice Angelica" (Salani).

Bari Weiss è arrivata al New York Times per raccontare gli "altri". Quella schiatta di americani che da lassù, dal grattacielo di Manhattan sulla Eight Avenue, si fatica a vedere. Sono i dannati che votano Trump, nascosti nella provincia, nelle campagne, nei paesotti, con le loro paure, la rabbia, i pregiudizi, le frustrazioni.

Vittorio Macioce
Il rogo dell'intolleranza contro le teste libere

Mi sono innamorato di te perché non avevo nulla da fare. Una vecchia canzone di Luigi Tenco racconta il sentimento dei partiti di maggioranza nei confronti di Giuseppe Conte.

Vittorio Macioce
Il premier fiuta il trappolone del voto in Senato

C'è un giudice che da un paio di giorni sta sminando il terreno sul quale cammina la maggioranza di governo. Non lo fa per altruismo, diciamo che è la fortuna di Giuseppe Conte.

Vittorio Macioce
Commissariati dalla Consulta

Una campana che risuona e ti chiedi se sia davvero per te, il soffio di un'armonica che si perde nel deserto, l'ululato di un coyote, una voce che ti chiama e dice "sean sean"

Vittorio Macioce
La sua Italia in controtempo
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